mercoledì 4 marzo 2009

Che fine ha fatto la ricotta?

Ieri sera abbiamo iniziato (e finito) la deliziosa ricottina di capra gentilmente donata da Michele. Metà l'abbiamo utilizzata per condire una favolosa pastasciutta, imitazione di quella ottima mangiata dai Caldora, l'altra metà l'abbiamo tagliata a fette, cosparsa con miele di castagno e semi di sesamo e ce la siamo sbafata come dolce.
Contrariamente a quanto pensassi, la ricotta di capra ha un sapore molto delicato e una consistenza leggermente più compatta rispetto a quella delle ricotte di pecora abruzzesi che tanto mi piacciono.
Siamo molto contenti perchè ieri sera aprendo il pacco dono abbiamo inaspettatamente trovato anche mezza forma di un profumatissimo semistagionato, sempre a base di latte di capra. Mi sa che stasera battezzeremo anche quello ;-)
Un ultima nota prima di passare alla pseudomicroricetta: la pasta di questo signore qui è davvero superlativa!

SPAGHETTI CALDORA STYLE

Soffriggere della buona pancetta con parecchio olio (non troppo!) finchè diventa bella croccante e darle una salatina e pepatina. Nel frattempo lessare gli spaghetti alla chitarra Giuseppe Cocco in abbondante acqua salata per il tempo indicato sulla confezione. Mentre con un occhio si controlla la pasta e con l'altro la pancetta, in un piatto schiacciare la ricotta con qualche cucchiaio di acqua di cottura, sale e abbondante pepe. Scolare, saltare la pasta nell'olio e pancetta, unire la ricotta, mescolare bene e servire subito.
A chi piace, consiglio un'ulteriore sgarzamellata di pepe!
 

1 commento:

  1. Dove trovi questi termini inusuali per Brescia? (in dialetto abruzzese il significato è spezzettata malamente )il glottologo

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