Ultimamente i miei esperimenti in cucina non sono andati come desideravo ma chissenefrega, sono ancora giovane (lo dico solo perchè il mio compleanno incombe.....) e ho ancora taaaaaaaaaaaanto da imparare.
Il trend negativo è iniziato Sabato scorso, quando ho avuto una delle peggiori delusioni alimentari della mia vita: a causa dei gamberi duri come il muro (non erano precotti e, pur avendoli lungamente "strapazzati" in padella con olio e vino bianco, dopo venti minuti facevano ancora crock crock sotto ai denti) ho rovinato una deliziosa pasta alla chitarra fatta in casa (dalla mia mamma, mica da me!).
L'apice in negativo, il mio Nadir culinario, l'ho raggiunto mercoledì: avevo deciso di cucinare una cenetta che avesse come filo conduttore il colore verde quindi tra tutte le ricette ho scelto una semplice vellutata ai piselli&menta e il budino al matcha di Anna. L'idea era buona, mi piaceva.
Detto fatto mi sono messa d'impegno per far sì che al ritorno dell'ometto di casa la cena fosse già in tavola..... e in men che non si dica i minibudini rassodavano in frigo e la verdura aspettava solo l'aggiunta della menta e la frullata finale.
Questo matcha, in realtà, non era quello che avevo usato fino ad allora, comprato in un bellissimo negozietto nei pressi del mercato Tsukiji a Tokyo, ma una versione più economica trovata in un supermercato a Shinjuku. Inoltre la mia bilancina da cucina ha una risoluzione di 5 grammi che non mi aveva permesso di pesare con esattezza i fogli di gelatina.
Morale della favola: i budini era ammassi collosi difficili da "attaccare" col cucchiaio e guarniti con un deposito di matcha insoluto sul fondo. Il Ricercatore s'è mangiato il suo evitando commenti.
Giovedì sera, stufa delle ultime figuracce accumulate e desiderosa di cimentarmi nell'arte dell'impasto, ho deciso di buttarmi nella produzione di una appetitosa focaccia. Ho seguito pedissequamente la ricetta, anche se qualcosa non mi convinceva: la quantità della salamoia da versare sulla focaccia sembrava decisamente troppa! Ho vinto la tentazione di fare di testa mia (come al solito) pensando "Se dice che bisogna versarla tutta vuol dire che bisogna proprio versarla tutta".
Il Ricercatore è arrivato sul "DING!" del forno, proprio come avevo calcolato: volevo accoglierlo col profumo di focaccia calda per ritemprarlo dopo una lughissima giornata lavorativa.
Mollati borsa e giaccone, il maritino è stato dunque costretto a passare la mezz'ora seguente pulendo con circospezione forno e superfici attigue (credo che mentalmente stesse imprecando).
Però la focaccia era davvero squisita......
Il trend negativo è iniziato Sabato scorso, quando ho avuto una delle peggiori delusioni alimentari della mia vita: a causa dei gamberi duri come il muro (non erano precotti e, pur avendoli lungamente "strapazzati" in padella con olio e vino bianco, dopo venti minuti facevano ancora crock crock sotto ai denti) ho rovinato una deliziosa pasta alla chitarra fatta in casa (dalla mia mamma, mica da me!).
L'apice in negativo, il mio Nadir culinario, l'ho raggiunto mercoledì: avevo deciso di cucinare una cenetta che avesse come filo conduttore il colore verde quindi tra tutte le ricette ho scelto una semplice vellutata ai piselli&menta e il budino al matcha di Anna. L'idea era buona, mi piaceva.
Detto fatto mi sono messa d'impegno per far sì che al ritorno dell'ometto di casa la cena fosse già in tavola..... e in men che non si dica i minibudini rassodavano in frigo e la verdura aspettava solo l'aggiunta della menta e la frullata finale.
Ricercatore: "Sei sicura che ci vada tutta quella menta?"Due minuti dopo, al cospetto di una brodaglia verde in cui galleggiano scompostamente lembi sfrangiati di foglie di menta:
Cmdd: "Ehm.... Sì!"
R.:"E sei sicura che anche la menta vada frullata? Sicurissima?"
Cmdd: "Ehm.... Sì (meno convinto)"
Minipimer: "WWWWWWWWWZZZZZZZZZZZZZZZZZ"
R.: "Non è che hai messo troppa acqua?"Dopo altri dieci minuti (e dopo aver ingerito qualche cucchiaiata di brodaglia ristretta):
Cmdd:"No, ci ho messo quella che ci voleva, mezzo litro. Riaccendiamo la fiamma e lasciamola evaporare un po'"
R.: "Ha un odore strano, mi ricorda quasi il dentifricio Mentadent. Secondo me c'è troppa menta, se ti avvicini alla pentola sembra di fare i soffumigi: annusa! Vedrai che ti si libera il naso! Ecco, odora di Vicks Vaporub!"
Cmdd, seccata:"Sarà buonissima! Non essere sempre prevenuto"
R.: "Dì la verità, non ti sembra di bere un mojito ai piselli?"Pensavo che avrei ottenuto la mia rivincita con i budini al matcha, anche se qualche sospetto mi era già balenato nella testolina: il matcha aveva faticato parecchio a sciogliersi nel latte, avevo dovuto filtrare il liquido per togliere i grumi prima di metterlo negli stampini individuali.
Cmdd: "Odio quando hai ragione"
Questo matcha, in realtà, non era quello che avevo usato fino ad allora, comprato in un bellissimo negozietto nei pressi del mercato Tsukiji a Tokyo, ma una versione più economica trovata in un supermercato a Shinjuku. Inoltre la mia bilancina da cucina ha una risoluzione di 5 grammi che non mi aveva permesso di pesare con esattezza i fogli di gelatina.
Morale della favola: i budini era ammassi collosi difficili da "attaccare" col cucchiaio e guarniti con un deposito di matcha insoluto sul fondo. Il Ricercatore s'è mangiato il suo evitando commenti.
Giovedì sera, stufa delle ultime figuracce accumulate e desiderosa di cimentarmi nell'arte dell'impasto, ho deciso di buttarmi nella produzione di una appetitosa focaccia. Ho seguito pedissequamente la ricetta, anche se qualcosa non mi convinceva: la quantità della salamoia da versare sulla focaccia sembrava decisamente troppa! Ho vinto la tentazione di fare di testa mia (come al solito) pensando "Se dice che bisogna versarla tutta vuol dire che bisogna proprio versarla tutta".
Il Ricercatore è arrivato sul "DING!" del forno, proprio come avevo calcolato: volevo accoglierlo col profumo di focaccia calda per ritemprarlo dopo una lughissima giornata lavorativa.
R.:"Sta bruciando qualcosa? C'è un fumo pauroso!"Presa da un tremendo sospetto ho aperto lo sportello del forno, dal quale è fuoriuscito uno sbuffo nerastro. Subito mi sono resa conto del danno: la salamoia -un misto di acqua, sale e olio- era davvero troppa ed era schizzata in ogni direzione, tinteggiando le pareti del forno come un aerografo. Nell'aprire inopinatamente qualche schizzo incandescente è arrivato anche sul pavimento, com'era giusto che fosse per completare l'opera.
Cmdd.:"Uhm.... No!"
Mollati borsa e giaccone, il maritino è stato dunque costretto a passare la mezz'ora seguente pulendo con circospezione forno e superfici attigue (credo che mentalmente stesse imprecando).
Però la focaccia era davvero squisita......
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