giovedì 26 marzo 2009

Nine objects of desire

Prendendo spunto dal titolo del libro di Mian Mian (che, detto per inciso, non è che mi abbia esaltato) pubblico qui la mia personale wishlist delle cosine con cui mi piacerebbe tanto arredare la casetta nuova. Per ora guardo le foto sui giornali, le ritaglio e le posiziono sulla piantina del soggiorno sospirando. Dopo che avremo vinto al Superenalotto le cose sicuramente cambieranno....
Vediamo un po', partiamo dall' illuminazione: non ho dubbi! 

Arco - Achille Castiglioni
Per i mobili chiusi ci sono un paio di cosette tra le quali non so decidermi.

RebusSuber - Minottiitalia
Formosa in piedi - Minottiitalia

Pensili decorativi da appendere dietro al divano di ispirazione Fontana.

Riflessi d'onda - Minottiitalia

Per dare un po' di movimento al corridoio, una bella fila di questi.

Man&Lady - Minottiitalia

La consolle? Di ispirazione Giapponese.

Miyabi - Porada

Tavolino da vero ingegnere.

Mobius- Kristalia

Libreria a basso impatto visivo.

Air - Lago

Il divano non l'ho ancora ben pensato, nel frattempo un classico come Le Corbusier va sempre bene.

La poltrona. Tasto dolente. Non so proprio scegliere: Eames, Mies Van der Rohe o la Egg?




Torno a tagliuzzare le mie riviste, va!

lunedì 16 marzo 2009

Scarlatto di Giovedì

Recensire una cena da Scarlatto è per me un' impresa molto difficoltosa, un po' perchè quando racconto dei piatti assaggiati perdo completamente lucidità e obbiettività, un po' perchè per descrivere la bellezza e la bontà delle pietanze anche la mia aggettivazione abbondante e ricca di superlativi risulta insufficiente.
Ci siamo entrati quasi per caso circa tre anni fa, allora freschi fidanzatini, e da quella sera è diventato il teatro di tutte le nostre tappe importanti: compleanni, anniversari, laurea, momenti speciali. Andare a cena da Basilio e Valeria è per noi sempre un piacere, ci fa sentire coccolati e soddisfatti, tanto che appena usciamo dalla porta ci mettiamo a discutere su quando tornarci. Avevamo seriamente pensato a loro anche in occasione del ricevimento di nozze ma l'esiguo numero di coperti unito alla mancanza di spazio all'esterno ci ha fatto desistere.

Abbiamo scelto di andare a cena di Giovedì per un motivo particolare: il quarto giorno della settimana, per chi ha prenotato in anticipo, c'è un menù speciale che si chiama "La scoperta". Il rituale è questo: ci si accomoda ai curatissimi tavoli dell'accogliente locale e si aspetta.... Dalla cucina usciranno dodici preparazioni a sorpresa distribuite in cinque piatti. Ovviamente chi ha intolleranze/antipatie può far presente al personale, sempre gentilissimo, le proprie limitazioni.

Al nostro arrivo sul tavolo erano già disposte le immancabili e stuzzicantissime cialdine di grana, da accompagnarsi con un bianco mosso di benvenuto. Dopo le consuete quattro chiacchiere con Basilio (che pur essendo co-chef gira spesso per la sala armato del suo immancabile sorriso per assicurarsi che i clienti stiano bene) i piccoli capolavori di arte culinaria hanno iniziato ad arrivare sulla nostra tavola.


Primo piatto: gambero e anellini che si squagliavano in bocca, gambero sullo stecchino coperto di kataifi croccanti, capasanta scottata e trancetto di tonno con sesamo nero.


Secondo piatto: miniquiche alle verdure, tortello alle melanzane affumicate coperto da ovetto di quaglia, pollo alla senape, guarnizione di olio al basilico e sale delle Hawaii.


Terzo piatto: tortino al farro e zucchine con salsa di pomodoro delicata, flan di zucchine e pistacchi, pesce passera con chicchi di melagrana.


Quarto piatto: brasato con patata ripiena di patata dolce



Quinto piatto: savarin al cioccolato (un cavallo di battaglia!), minisbrisolona, crema al cioccolato con meringa all'italiana.

Il prezzo? Trenta euro escluse bevande! Prendendo un'acqua e un vino "tranquillo" in due si spende sui 70 euro... Incredibile! Qui a Brescia mi è capitato di pagare 35 euro (trentacinque!!!) per un antipasto (i soliti salumi/formaggi), un primo moscio e un dolce stile crostatina del Mulino Bianco.
Visto che era il mio compleanno, ci hanno anche offerto un ottimo vino friulano con il dolce ("Con gli auguri della cucina", wow!) :-)
Siamo usciti felici, sazi e soddisfatti interrogandoci su quale fosse il piatto migliore. Discussione capziosa ed inutile: era tutto ottimo!!

La cucina di Scarlatto predilige cibi leggeri, molte verdure, accostamenti particolari (le capesante con la liquirizia: DIVINE!), cotture con pochi grassi. Ci ho portato parecchie persone e non smetto mai di fargli pubblicità: secondo noi, che siamo due mangioni e che un po' di esperienza ce la siamo fatta, è il miglior ristorante di Brescia (fra quelli che siamo riusciti a provare finora!).

NOTA: Durante la settimana ci sono dei "Menù promozionali" dove con 35/40 euro si mangia un pasto completo (con porzioni più piccine) e si esce belli sazi. Ordinando alla carta i prezzi si alzano ma, a giudicare dall'abbondanza delle porzioni, dubito si riesca a mangiare più di due portate.

domenica 15 marzo 2009

Trovato!

Per stavolta mi accontento di un 29!

Giovedì è stata davvero una splendida giornata, non solo per la presenza di un sole primaverile e di un'arietta frizzantina foriera di sensazioni quasi dimenticate.
Già prima di arrivare in ufficio ho iniziato a ricevere messaggi e telefonate di auguri, manifestazioni di affetto che mi emozionano sempre. Dalle nove in avanti è stato un vero "bombardamento": via PC mi sono arrivati messaggi da persone che non sentivo da tempo (ex colleghi soprattutto) cui Skype aveva provveduto a rinfrescare la memoria circa la data esatta della mia nascita; la mattina l'ho praticamente passata a rispondere alle email e ai messaggi.
Nei lassi di tempo lasciati liberi da questa attività ho lavorato con una specie di ansia febbrile addosso: non vedevo l'ora di andare a pranzo dai miei!
Michele, sapendo quanto sono "cannaruta", per la pausa di mezza mattina mi ha portato dei gustosissimi taralli napoletani che mi sono sbafata senza preoccuparmi di lasciarne un pezzo da assaggiare al Ricercatore.
Finalmente all'una sono saltata sulla Rossa e sono sfrecciata in direzione Rovato con gli occhiali da sole sul naso e Capossela nell'autoradio. Al mio arrivo ho trovato tanti regali, ma il più bello mi attendeva in piedi sulla porta: il mio fratellino! Non lo vedevo dal giorno di Natale...
Si è fatto crescere la barba folta perchè dice che chi è in Erasmus deve avere l'aria vissuta; nonostante questa nota adulta e nonostante il suo metro e ottanta abbondante io lo vedo sempre come il ragazzino gracilino di quindici anni fa, il fratellino da proteggere. Invece oramai è un ometto che lava, stira e cucina. Entrando in casa mi sono accorta che le sorprese non erano finite: sul divano erano posizionati in bella mostra gli altri regali e la tavola del soggiorno era imbandita a festa!

I miei mi riempiono sempre di mille attenzioni: è bastato dire che ultimamente vado pazza per i colori verde e lilla et voilà, la mamma mi ha dipinto un quadro nei colori che preferisco da appendere nella casa nuova. In più sono arrivati anche: due tovagliette da colazione verde acido coi tovaglioli abbinati, un grembiule verde prato per quando mi travesto da chef, un vaso particolare pieno delle mie amate piante grasse e un pulcinotto di Pasqua ripieno di cioccolatini al gianduia! Che dire?
Questo è il divano coperto dai miei regali:


e questa la tavola, rigorosamente in verde, su cui troneggia una bottiglia del mio vino preferito:


La mamma mi aveva anche fatto la torta di mele ma io, per non essere da meno, ho portato il mio primo esperimento di biscotti al cioccolato (bruttini da vedere ma ottimi da mangiare!).


Dopo una seduta dalla mia parrucchiera hair-stylist di fiducia, che su mia indicazione mi ha fatta marron glacè, sono tornata a casa per festeggiare con mio marito. Anche a casa le sorprese non sono mancate! Al Ricercatore, infatti, piace molto farmi dei regalini simbolici realizzati con le sue mani, cosa che io adoro grandemente. L'anno scorso mi aveva regalato uno stupendo macinapepe (spezia che io spargo su OGNI pietanza) rivestito come se fosse una regina... per mesi non l'ho utilizzato perchè non avevo il coraggio di sciupare il "travestimento".


Quest'anno invece ha realizzato in versione 3D due faccine skype che utilizziamo molto spesso quando chattiamo insieme: il fiore e il bandito.
Questo è il fiore:


Oltre a confezionarmi questi regalini, il Ricercatore si diverte anche molto a sorprendermi piazzandoli in posti divertenti, perciò il bandito (ribattezzato Ernesto) l'ho trovato che frugava tra la mia bigiotteria :-)


Ora che Ernesto abita con noi, ci divertiamo un mondo a nascondercelo vicendevolmente per vedere la reazione ilare dell'altro al momento del ritrovamento: è già stato piazzato nel frigo, nel paralume della lampada del comodino, nel risvolto del giaccone del Ricercatore, tra le foglie della piantina in bagno.


Attualmente è tra i libri in soggiorno.
Dal mio maritino adorato ho anche ricevuto una rosa rossa a gambo lungo corredata da commovente letterina e, dulcis in fundo, una sontuosa cena a due da Scarlatto, il "nostro" ristorante, ma a questo evento dedicherò un post a parte.

Venerdì pomeriggio ho festeggiato con i colleghi in laboratorio: alla fine ho deciso di comprare le paste siciliane che hanno avuto un discreto successo. La mia "capa" mi ha fatto un regalone!!! Mi ha donato un pesciolone di cioccolata (visto che è il mio segno zodiacale) e un buono da spendere all'IKEA (evviva!). Che cara che è!

I festeggiamenti si sono conclusi domenica (oggi) con la riunione plenaria di tutta la famiglia: dodici persone attorno ad una tavola vestita a festa, carica di dolci e bibite.
Questa era la mia tavola prima dell'"invasione": come centrotavola ho messo il vaso con le piante grasse:


E questa è la tavola con l'orda quasi al completo (manca il cognato dormiglione :-)):


Non si vede molto bene dalla foto ma ci stavamo accingendo a mangiare i coconut delight fatti da me: sono venuti benissimo!!! La mamy, che non sa stare con le mani in mano, si è portata da casa il cake bollito, i biscotti viennesi e dei bicchierini di cioccolato ripieni, tutto fatto da lei. Anche Annalisa (la ragazza di mio fratello) si è data da fare con un'ottima torta al limone.
Ernesto ci ha dato grande soddisfazione: ha troneggiato tutto il pomeriggio sullo scaffale del soggiorno ma nessuno l'ha notato.
Ehi, un attimo! Ernesto è sparito di nuovo! Chissà dove si sarà ficcato....

mercoledì 11 marzo 2009

Una verdura di stagione poco conosciuta

La settimana scorsa ho trovato all'Esselunga una verdura che mi ripromettevo di assaggiare da un bel po', gli agretti o barbe di frate.
Si tratta di fili verdi lunghi una trentina di centimetri che hanno una forma simile a quella dell'erba cipollina e un sapore un po' più amarognolo degli spinaci. Credo che per gustarli appieno basti pulirli, lessarli al dente (8-10 minuti) e condirli con olio, sale e pepe.
Girovagando su internet ho scoperto che gli abbinamenti più frequenti di questa verdura sono con pasta fresca, caprino, uova. Caso vuole che in casa avessi una confezione di tagliatelle all'uovo De Cecco e del caprino morbido: quale migliore occasione per testare il connubio?

TAGLIATELLE ALL'UOVO CON BARBE DI FRATE E CAPRINO

Pulire e lessare le barbe di frate in acqua bollente salata (per due ne ho pulite mezzo chilo) per una decina di minuti scarsi. Nel frattempo ammorbidire il caprino con qualche cucchiaio di latte, olio, poco sale e pepe.
Scolare le erbe e saltarle in padella (magari con poca cipolla per non coprire troppo il sapore) mentre si lessa la pasta. Unire le tagliatelle alla verdura e infine mantecare col caprino. Servire spolverizzando con pepe fresco macinato al momento.

I preparativi mentali all'invecchiamento

Sono proprio contenta.
Tra due giorni festeggierò il mio ultimo compleanno prima di cambiare decina e passare negli "enta", per l'occasione sono stati indetti ben tre giorni di festeggiamenti.
Giovedì torna il mio fratellino dal suo "esilio dorato" (= Erasmus) in Portogallo e a pranzo mangeremo insieme a casa dei miei, solo noi quattro, come ai vecchi tempi. Ultimamente succede sempre meno spesso: io che ho iniziato a lavorare e che comunque abito a 20 chilometri da loro, Francesco che starà fino a giugno a Coimbra, gli impegni varii che ci portano ad avere ritmi e tempi diversi. Più che un pranzo sarà un viaggio nel tempo, insomma :-)
In serata i festeggiamenti proseguiranno in forma riservatissima (solo io e il Ricercatore) nel nostro ristorante prediletto, in cui non vedo l'ora di tornare. Magari stavolta scriverò anche una minirecensione.

Venerdì festa grande in Facoltà. Uniremo due compleanni e faremo un rinfresco unico... Sono un po' agitata perchè è la prima volta che compio gli anni da quando lavoro in Laboratorio e non riesco a decidere cosa portare. Mi piacerebbe cucinare qualcosa, ma considerando
  1. le mie ultime prodezze ai fornelli
  2. i gusti e la ricettività dei miei colleghi
  3. il giovedì passato in gozzoviglie varie
il mio spirito critico mi consiglierebbe di lasciar perdere. In alternativa mi piacerebbe comprare qualcosa di speciale per portare una botta di vita (come dice Michele) nell'ambiente grigio in cui lavoriamo: stavo pensando alle paste de "La sicilia in bocca" oppure ai cioccolatini della pasticcera "Scaglia", visto che sono ambedue a portata di mano. Domani mi consulterò con l'altro festeggiato.

Domenica, infine, avrò una dozzina di ospiti in casa mia per la torta: genitori, fratelli, nonni.
Seguirà a breve una crisi per la ricerca della ricetta "La torta perfetta per il ventinovesimo compleanno".

martedì 10 marzo 2009

Due ciofeche e un (quasi) successo

Ultimamente i miei esperimenti in cucina non sono andati come desideravo ma chissenefrega, sono ancora giovane (lo dico solo perchè il mio compleanno incombe.....) e ho ancora taaaaaaaaaaaanto da imparare.

Il trend negativo è iniziato Sabato scorso, quando ho avuto una delle peggiori delusioni alimentari della mia vita: a causa dei gamberi duri come il muro (non erano precotti e, pur avendoli lungamente "strapazzati" in padella con olio e vino bianco, dopo venti minuti facevano ancora crock crock sotto ai denti) ho rovinato una deliziosa pasta alla chitarra fatta in casa (dalla mia mamma, mica da me!).

L'apice in negativo, il mio Nadir culinario, l'ho raggiunto mercoledì: avevo deciso di cucinare una cenetta che avesse come filo conduttore il colore verde quindi tra tutte le ricette ho scelto una semplice vellutata ai piselli&menta e il budino al matcha di Anna. L'idea era buona, mi piaceva.
Detto fatto mi sono messa d'impegno per far sì che al ritorno dell'ometto di casa la cena fosse già in tavola..... e in men che non si dica i minibudini rassodavano in frigo e la verdura aspettava solo l'aggiunta della menta e la frullata finale.
Ricercatore: "Sei sicura che ci vada tutta quella menta?"
Cmdd: "Ehm.... Sì!"
R.:"E sei sicura che anche la menta vada frullata? Sicurissima?"
Cmdd: "Ehm.... Sì (meno convinto)"
Minipimer: "WWWWWWWWWZZZZZZZZZZZZZZZZZ"
Due minuti dopo, al cospetto di una brodaglia verde in cui galleggiano scompostamente lembi sfrangiati di foglie di menta:
R.: "Non è che hai messo troppa acqua?"
Cmdd:"No, ci ho messo quella che ci voleva, mezzo litro. Riaccendiamo la fiamma e lasciamola evaporare un po'"
R.: "Ha un odore strano, mi ricorda quasi il dentifricio Mentadent. Secondo me c'è troppa menta, se ti avvicini alla pentola sembra di fare i soffumigi: annusa! Vedrai che ti si libera il naso! Ecco, odora di Vicks Vaporub!"
Cmdd, seccata:"Sarà buonissima! Non essere sempre prevenuto"
Dopo altri dieci minuti (e dopo aver ingerito qualche cucchiaiata di brodaglia ristretta):
R.: "Dì la verità, non ti sembra di bere un mojito ai piselli?"
Cmdd: "Odio quando hai ragione"
Pensavo che avrei ottenuto la mia rivincita con i budini al matcha, anche se qualche sospetto mi era già balenato nella testolina: il matcha aveva faticato parecchio a sciogliersi nel latte, avevo dovuto filtrare il liquido per togliere i grumi prima di metterlo negli stampini individuali.
Questo matcha, in realtà, non era quello che avevo usato fino ad allora, comprato in un bellissimo negozietto nei pressi del mercato Tsukiji a Tokyo, ma una versione più economica trovata in un supermercato a Shinjuku. Inoltre la mia bilancina da cucina ha una risoluzione di 5 grammi che non mi aveva permesso di pesare con esattezza i fogli di gelatina.
Morale della favola: i budini era ammassi collosi difficili da "attaccare" col cucchiaio e guarniti con un deposito di matcha insoluto sul fondo. Il Ricercatore s'è mangiato il suo evitando commenti.

Giovedì sera, stufa delle ultime figuracce accumulate e desiderosa di cimentarmi nell'arte dell'impasto, ho deciso di buttarmi nella produzione di una appetitosa focaccia. Ho seguito pedissequamente la ricetta, anche se qualcosa non mi convinceva: la quantità della salamoia da versare sulla focaccia sembrava decisamente troppa! Ho vinto la tentazione di fare di testa mia (come al solito) pensando "Se dice che bisogna versarla tutta vuol dire che bisogna proprio versarla tutta".
Il Ricercatore è arrivato sul "DING!" del forno, proprio come avevo calcolato: volevo accoglierlo col profumo di focaccia calda per ritemprarlo dopo una lughissima giornata lavorativa.
R.:"Sta bruciando qualcosa? C'è un fumo pauroso!"
Cmdd.:"Uhm.... No!"
Presa da un tremendo sospetto ho aperto lo sportello del forno, dal quale è fuoriuscito uno sbuffo nerastro. Subito mi sono resa conto del danno: la salamoia -un misto di acqua, sale e olio- era davvero troppa ed era schizzata in ogni direzione, tinteggiando le pareti del forno come un aerografo. Nell'aprire inopinatamente qualche schizzo incandescente è arrivato anche sul pavimento, com'era giusto che fosse per completare l'opera.
Mollati borsa e giaccone, il maritino è stato dunque costretto a passare la mezz'ora seguente pulendo con circospezione forno e superfici attigue (credo che mentalmente stesse imprecando).
Però la focaccia era davvero squisita......

lunedì 9 marzo 2009

Fiori!

Se un paio d'anni fa mi avessero detto che mi sarei appassionata a fiori&piante mi sarei fatta una grassa risata, adesso con le mie piantine ci parlo.
E le fotografo.
Mi piace avere delle immagini che me le ricordino anche quando, fra poco tempo, saranno sfiorite.
Visto che questo week end c'è stato un sole incantevole ne ho approfittato per immortalare la "mia" orchidea e le sue sorelline, tutte belle allineate sul davanzale.



Dico "mia" tra virgolette perchè la fortunata piantina, donataci in occasione delle nozze, ha soggiornato per più di un anno a casa dei miei, dove mia mamma è miracolosamente riuscita a farla rifiorire. E io che la davo per spacciata....

Con grande generosità la mamma me l'ha restituita non appena si è accorta che i bei bocciolotti stavano per schiudere, in modo che ci godessimo noi la fioritura.


Questo sopra invece è il bellissimo mazzo che mi ha regalato mia suocera per la festa della donna! Fa una gran figura dentro il vaso liberty anni '30 dal cristallo screziato di verde, uno dei miei vasi preferiti.

mercoledì 4 marzo 2009

Che fine ha fatto la ricotta?

Ieri sera abbiamo iniziato (e finito) la deliziosa ricottina di capra gentilmente donata da Michele. Metà l'abbiamo utilizzata per condire una favolosa pastasciutta, imitazione di quella ottima mangiata dai Caldora, l'altra metà l'abbiamo tagliata a fette, cosparsa con miele di castagno e semi di sesamo e ce la siamo sbafata come dolce.
Contrariamente a quanto pensassi, la ricotta di capra ha un sapore molto delicato e una consistenza leggermente più compatta rispetto a quella delle ricotte di pecora abruzzesi che tanto mi piacciono.
Siamo molto contenti perchè ieri sera aprendo il pacco dono abbiamo inaspettatamente trovato anche mezza forma di un profumatissimo semistagionato, sempre a base di latte di capra. Mi sa che stasera battezzeremo anche quello ;-)
Un ultima nota prima di passare alla pseudomicroricetta: la pasta di questo signore qui è davvero superlativa!

SPAGHETTI CALDORA STYLE

Soffriggere della buona pancetta con parecchio olio (non troppo!) finchè diventa bella croccante e darle una salatina e pepatina. Nel frattempo lessare gli spaghetti alla chitarra Giuseppe Cocco in abbondante acqua salata per il tempo indicato sulla confezione. Mentre con un occhio si controlla la pasta e con l'altro la pancetta, in un piatto schiacciare la ricotta con qualche cucchiaio di acqua di cottura, sale e abbondante pepe. Scolare, saltare la pasta nell'olio e pancetta, unire la ricotta, mescolare bene e servire subito.
A chi piace, consiglio un'ulteriore sgarzamellata di pepe!
 

martedì 3 marzo 2009

Vita quotidiana - part I

In questi ultimi giorni sono successe un po' di cose carine che mi piacerebbe raccontare affinchè non cadano (as usual) nel dimenticatoio alias il mio nebuloso cervello.

Sabato mattina io e il Ricercatore siamo stati in un negozio di porte ed infissi per avere un'idea dell'ordine di grandezza delle spese che dovremo affrontare: la nostra intenzione è quella di eliminare le porte del soggiorno (ci piacciono gli spazi aperti), dotare il bagnetto di una semplicissima porta a libro ma soprattutto creare una divisione tra zona giorno e zona notte.
Non è andata troppo bene :-D
In pratica ci hanno preventivato più di 700 euro per ciascuna delle due aperture del soggiorno... ovviamente per la sola CORNICE della porta (niente cardini e nè ante) datosi che noi le porte non le vogliamo. La cifra astronomica (se si considera che va moltiplicata per due) dipende dal fatto che il nostro muro è molto spesso e quindi si esce dalle misure standard. Il Ricercatore quando ha visto il prezzo al centimetro dello scatolato è quasi rotolato giù dalla poltroncina. Io ero un po' distratta perchè stavo studiando il modo di levare le mie impronte dalla scrivania nera lucida della venditrice: ho provato con la manica del maglioncino e col giubbotto... alla fine sul tavolo c'erano delle strisciate confuse (orribili a vedersi) che ho nascosto appoggiandoci sopra la borsa (furba, eh?). Qualcosa mi dice che devo smetterla di spalmarmi ogni cinque minuti con la crema-mani.
Ma torniamo alle porte. Per avere una porta che divida in due il corridoio, attualmente talmente lungo da sembrare una pista da bowling, abbiamo scoperto che ci vogliono minimo 1200/1300 euro MA, se vogliamo fare le cose un po' più raffinate e stilose, passiamo agilmente a 4000/5000... Da quel momento in poi ci siamo messi in modalità "Grazie delle informazioni ma ci rivedrete forse tra vent'anni" e siamo tornati a casa persuasi che il più economico cartongesso potrebbe salvarci dall' infisso bianco a 13-euro-per-ogni-centimetro-in-più. Vabbè...

Nel pomeriggio siamo andati a fare un giro alla Freccia Rossa, il centro commerciale cittadino, per trovare un regalino alla figlia dei nostri amici che ha appena compiuto un anno. Ora, non che a noi piaccia molto girare per superstores, ma ogni volta che ci andiamo restiamo letteralmente affascinati dalla fauna che si aggira per le gallerie tra i negozi (ma questo credo che meriti un post a parte). Pur essendo un'amante dello shopping, quando entro in posti di questo tipo ho una pazienza molto limitata (diciamo un paio d'ore di autonomia al massimo) e mio marito lo stesso, quindi dobbiamo sfruttare bene il tempo per non indispettirci e uscire a mani vuote con l'umore nero. Primo: ricognizione rapidissima (senza fermarsi) per studiare globalmente la situazione. Secondo: conciliabolo per individuare il negozio o l'articolo giusto. Terzo: rapidi come falchi catturiamo una commessa e le indichiamo il nostro obiettivo.
Ovviamente questa routine spesso viene spezzata da "eventi inaspettati": io che mi pianto come un mulo davanti ad una vetrina o -peggio!- entro in un negozio; la cosa che cerchiamo non esiste/è fuori produzione/è fuori moda e quindi non la tengono più; la seconda fase, quella del consulto, si protrae più del dovuto a causa dell'indecisione dei due convegnanti... ecc..ecc.. Sabato siamo stati bravissimi. Ci abbiamo messo talmente poco che ho avuto il tempo di entrare anche da Sephora e da Darjeeling, dove il Ricercatore mi ha comprato il pigiamino dei miei sogni! Lo cercavo da mesi! E' color caffè, leggero, con il pantalone lucido e leggermente scollato perchè, come mi ha fatto notare la commessa "Il pollo l'hai già sposato ma potrebbe sempre scappare" :-D (non me l'ha detto proprio così, nè!). Ho già detto che adoro il mio pollo?

Domenica mattina invece ci siamo concessi uno sfizio che di solito ci concediamo solo in vacanza: abbiamo fatto colazione in pasticceria. E che pasticceria! Siamo stati a "La Sicilia in bocca", piuttosto rinomato per le paste della vera tradizione sicula ma non solo. Ovviamente mi sono pappata un cannolo gigante: era superbo, cremoso dentro e croccante fuori. 'Na delizia! Il maritino invece si è preso un dolce paffuto ripieno di ricotta e guarnito con arancia candita: a giudicare dai suoi mugolii doveva essere davvero molto buono.


Che altro dire... la mia voglia di cucina Giapponese aumenta ogni giorno di più; sto cercando se fanno qualche corso in città, finora senza risultato. Intanto anche ieri per pranzo mi sono preparata il riso Koshihikari come insegna Anna. L'ho condito con una salsina ottenuta mescolando salsa di soia, aceto balsamico, olio, succo di limone e zucchero e l'ho cosparso con del sesamo nero: era davvero squisito! Questo però portroppo non soddisfa la mia voglia di tonkatsu, tempura, soba e shabushabu.....
Vabbè... Tra poco il Ricercatore tornerà in Corea e gli ho già preparato una lista di prodotti orientali da comprare lunga così.

Ultima cosa, stamattina sulla mia scrivania ho trovato un biglietto con su scritto "C'è posta per te... nel frigo... ". Curiosa come sono, non ho resistito nemmeno un attimo: mi sono parata davanti al frigorifero con addosso ancora il cappotto. Ho aperto e.... la ricotta di capra!!! Era tanto che volevo assaggiarla e il mio amico del cuor nonchè collega (sottoposto di mio marito ihihiihihih!) Michele ce ne ha comprata un po' vicino a casa sua, in un posto che si chiama Bontà Caprina. Stasera stessa farà una "brutta" fine....