giovedì 16 dicembre 2010

-- Intervallo --

Vale - Tibet version

Vale ha compiuto i suoi dieci mesi in maniera un po' rocambolesca: ha festeggiato con un attacco completo di virus gastrointestinale, ma di questo ne scriverò poi. Per risollevarmi un po' guardo questa foto in cui dorme serena, a spasso coi nonni in un giorno di bel tempo, tutta avvolta nella sciarpetta di lana e nel cappellino da comunistella di cui parlavo qui.
Ad maiora!

giovedì 9 dicembre 2010

Scoperte

Qualche giorno fa il Ricercatore mi ha sorpresa mentre mi mettevo il fondotinta. Ha socchiuso gli occhietti e ha decretato:
R.: "E' troppo chiaro"
cmdd: "Guarda che è solo la prima fase. Aspetta alla fine!"
Aspetta con pazienza mentre io armeggio con fard, blush e diavolerie varie (dovevo uscire con un'amica ;-)).
R.: "Ah! Ho capito! Praticamente prima ti decolori completamente con quel coso liquido, e poi ti dai il colore che preferisci tu. Chi ha inventato il fondotinta è un genio"
Concordo, chi ha inventato il fondotinta è un genio.... ma io ci ho messo meno di 36 anni per capirlo ;-)

martedì 7 dicembre 2010

Ci risiamo...

Stasera ho rifatto il curd la cremina inglese in versione arancio.... la lascio riposare una notte e poi vediamo ;-)

UPDATE:
Niente da fare. Orendo.
Stavolta è stata colpa mia, ho buttato le uova quando il composto era già in temperatura (80 °C). Si sono cotte senza amalgamarsi bene al resto: nonostante abbia tentato di omogeneizzare il tutto col Bimby il gusto è quello delle uova strapazzate...
Domani, se tutto va come dovrebbe, mi cimenterei per la prima volta coi macaron.....
Vado a preparare la cena, va!

sabato 4 dicembre 2010

Prime fregature da neogenitori inesperti :-)

Il mio non sarà un post sull'allattamento: ho avuto una storia piuttosto complicata da cui siamo uscite serenamente; questo, invece, sarà un post che (magari!) potrebbe aiutare qualche altra mamma che, come me, ha avuto bisogno di acquistare il latte in polvere.

Quando Valeria è stata dimessa dal Nido dell'Ospedale non mi era ancora arrivata la montata lattea (probabilmente anche a causa della semiemorragia post-partum), la bimba era sfinita dalla fame (ha mangiato 30 gr di latte per la prima volta  a tre giorni dalla nascita) e io molto preoccupata su come gestire la faccenda: su consiglio di Pediatra ed Ostetriche siamo partiti con l'allattamento misto in dimissione protetta (ossia con Ostetrica a domicilio che sarebbe venuta a controllarci di lì a pochi giorni). Latte consigliato: Humana1. Ok.
La nostra uscita è coincisa con il giorno del patrono della città: tutto sigillato. Il Ricercatore si è così avventurato alla ricerca della polverina magica in una delle poche Farmacie di turno.
Bottino: 400 grammi di latte in polvere per la modica cifra di 15 euro.
Ammazza!
Per fortuna i nonni, gironzolando per l'Esselunga e finendo in un reparto fino allora inesplorato, decidono di controllare il prezzo del latte:
nonna: "Chiara, qui c'è l'Humana1 a 16 euro"
cmdd "Ehhh! Costa praticamente come in farmacia"
nonna "Sono 2 confezioni da 400 grammi"
cmdd "Cococosaaa???"
Ecco qui, bastava andare al super ed il prezzo si era già quasi dimezzato: da 37,5 a 20 euro al chilo e noi stavamo già cantando vittoria.
Poi succede che un collega del Ricercatore vada in Germania; gli chiediamo di controllare quanto costa il latte Humana al chilo:
Franz: "Circa 10 euro"
cmdd&Ricercatore in coro : "Compra tutto quello che c'è!!!"
Però non è che capiti proprio tutti i giorni di andare in Germania.... Il Ricercatore, addirittura, nell'andare in Francia devia per comprare un po' di latte alla sua bimba ma finisce nei supermercati sbagliati e torna con ben poca cosa. Stiamo per finire le scorte quando al parco una signora, madre di due gemelli nati prematuri e con problemi di reflusso, mi dice:
bimamma: "Maccome, non conosci la Schlecker?"
cmdd: "Uhm.... No!"
bimamma: "Vendono prodotti tedeschi: hanno un sacco di cose per i bambini. Il latte lo compro lì, tranne l'Humana 1 A/R (circa 47 euro al chilo n.d.r.) che vendono solo in farmacia"
Perchè andare in Germania quando la Germania è già venuta in Italia? :-D
Dopo qualche ricerca su internet che ci rincuora sulla equipollenza latte tedesco/italiano, il Sabato parte la spedizione punitiva: cmdd, Ricercatore e pargola si recano sul posto.
Non credevamo ai nostri occhi: 800 grammi a 8.99 euri!!!
Da allora alla Schlecker compriamo anche i pannolini (42 pannolini taglia 4 a 7.49 €) che secondo me sono ottimi  e le imbattibili salviettine (4.99 € la confezione da 3 pacchetti) che la sera uso anche io per struccarmi. Lasciano la pelle morbida, asciutta e idratata.

E a proposito di salviettine: recentemente, spinta dalla necessità, ho comprato delle salviettine per neonati profumate al miele. NON FATE MAI QUESTO ERRORE!! 
Finchè gli pulisci il faccino, è anche carino avere il bebè che profuma di speculoos.... ma quando passi al sederino.... il binomio di odori sovrapponentisi è a dir poco intollerabile :-D

Alcuni link a proposito dell'assurdità della situazione italiana in fatto di prezzi del latte:


Augurandovi di non aver bisogno di latte in polvere, spero magari di aver aiutato qualcuno! 

martedì 30 novembre 2010

Strategie

Ieri pomeriggio ho fatto alcune "commissioni" trascinandomi dietro la pollastrella: era la prima volta che mi cimentavo in un' impresa del genere e devo dire che, stanchezza a parte, è andata anche bene.
In realtà me la porto spesso appresso "in solitaria" ma finora non era mai capitato che dovessi andare per negozi con lei senza il Ricercatore a farmi da supporto.
Comunque.... ieri sono entrata in parecchi negozi  e ho potuto ammirare una cosa che non avevo mai visto live: la paraculaggine di mia figlia :-D
E' una cosa che ha dell'incredibile: sorride mostrando i denti, fa gli occhi da cinese, trilla e si dimena nel passeggino finchè le commesse non si avvicinano per farle i complimenti.... e allora è tutto un fare fusa, versetti e sorrisoni (mentre la mamma si gonfia tutta d'orgoglio). Mia suocera mi aveva avvertita ma non pensavo proprio ad un comportamento così strategico, sistematico e plateale :-D
In una delle pasticcerie più snob e care di Brescia le hanno persino regalato un biscottino!! Ma si può? :-D

Un altro momento memorabile è stato quando il Ricercatore ci ha raggiunte al Centro Commerciale e lei lo ha scorto tra la folla in fondo alla scala mobile: ha iniziato a lanciare urletti, a seguirlo con gli occhi e a dire "papà" col labiale. Il ricongiungimento è stato all'insegna del luccicone, insomma :-D

Dove siamo state? Prima alla [Santa!] Schlecker (su cui scriverò un post a parte), poi alla Frecciarossa, dove mi sono comprata queste -ma in versione ankle boot strategicamente grigia - con estrema soddisfazione!

Facce ruffianeggianti

venerdì 26 novembre 2010

Favole (anche) per gli occhi

Qualche mese fa ero in una libreria, reparto bimbi, alla ricerca di qualche libercolo per poppanti che soddisfacesse il mio senso estetico visto che la piccola ha mostrato precocemente un certo interesse verso la carta stampata che mi piacerebbe non solo incoraggiare ma anche "polarizzare".
Fatto sta che, fruga fruga, appare ai miei occhi qualcosa di talmente bello da risultare mesmerizzante: un libricino di Oliver Jeffers dal titolo Chi trova un pinguino. Semplicemente meraviglioso.

Lost and found - immagine dal web
Lo giro e lo rigiro ma del prezzo nemmeno l'ombra. Penso tra me e me: "La storia è educativa e non banale, le illustrazioni ad acquerello semplici e geniali.... è esattamente quello che cercavo! Sono poche pagine, non costerà mica un miliardo!" e mi dirigo tutta trionfante verso la cassa. Fortunatamente l'ultimo barlume di intelligenza mi assiste prima che il commesso batta lo scontrino e mi viene in mente di chiedere conferma del prezzo: "Sono quindici euro, signora". Con la coda tra le gambe lo vado a rimettere al suo posto: non ho proprio voglia di spendere così tanto per un singolo libro visto che vorrei crearle la sua piccola bibliotechina. E poi, copertina rigida a parte, le pagine sono di carta e non sono adatte a una bimba così piccola.
Torno a casa un a mani vuote po' sconfortata (come sempre mi accade quando non riesco a spendere :-D) e faccio una capa tanta al Ricercatore con quantèbbello il libro e manonsipuò che in Italia i libri costano una tombola.

Tempo dopo, navigando su TheBookDepository alla ricerca di libri di amigurumi noto che c'è una sezione dedicata ai libri per bambini. EVVIVA! I libri sono in inglese (evvabbè) ma la spedizione è worldwide gratuita!
Sul sito ho trovato tutte le opere di Jeffers in varie versioni, tra cui quelle per lattanti in cartone rigido anti sfondamento, e -sorpresa delle sorprese- costano poco!
Ne approfitto per ordinarne due: "Lost and Found" (quello del pinguino) e "How To Catch a Star" in versione supersolida cartonata detta Baby Books.
Il prezzo? Meno di 7 euro l'uno!

How To Catch a Star - Immagine dal web

Faraway, so close

Stamattina qui nevicava. 
Ora piove, fa freddo e il riscaldamento della Facoltà  - per adattarsi alle politiche di risparmio [economico più che] energetico - va a intermittenza. Simpatica 'sta cosa: per risparmiare i soldi del riscaldamento spingono il personale a portarsi la stufetta elettrica da casa visto che stiamo in un prefabbricato termicamente mal isolato.
Mentre cerco di finire il mio articolo in inglese non posso impedirmi di pensare che vorrei tanto tornare esattamente a questo momento:

In Dreamland
Pescara, Agosto 2010
 

mercoledì 24 novembre 2010

Vive la France!

Di natura siamo piuttosto fiduciosi, questo fa sì che spesso compriamo online (visto che si risparmia moltissimo): lavatrice, microonde, libri, stampe fotografiche, addirittura il lavello angolare e la cabina armadio sono arrivati da tutta Italia in casa nostra via corriere. La nostra tecnica è semplice: andiamo in negozio, torturiamo i commessi per sapere tutto -ma proprio tutto- dell'articolo scelto, lo tocchiamo, lo soppesiamo, lo misuriamo.... e poi torniamo a casa e lo compriamo online (con risparmi che vanno dal 10 al 25%).
Coi francesi invece siamo stati sfortunati due volte.
La prima quando, freschi sposini, abbiamo ordinato il tappeto dei nostri sogni, regalo di nozze di mio fratello. Dopo più di un mese dalla spedizione il tappeto non era ancora arrivato: risultava sempre fermo nel deposito di un paesino sul confine, di cui manco ricordo il nome. Sono seguite email di intensità crescente finchè il venditore si è deciso a spedircene un secondo, che è arrivato in meno di una settimana. Credo che il primo tappeto sia finito nella casa di qualche addetto delle Poste francesi, a questo punto.
La seconda è stata il mese scorso.
Sul sito direct-d-sign abbiamo acquistato alcuni pezzi della Normann Copenhagen:

Swing Vase viola
Swing Vase bianco 
Moon Plate
Dopo più di due settimane mi arriva il pacco  e non vi dico con quali aspettative l'ho aperto! Dentro tutti gli oggetti erano ben inscatolati nei loro imballi originali e sistemati in modo da non sbattere tra di loro durante il trasporto. Apro le scatole dei vasetti: bellissimi! E stanno anche molto bene nel posto deputato, forse sono un po' piccolini ma per ora vanno benissimo.
Apro il pacco del piatto e.....


DELUSIONE! Un difetto di fabbrica grande come una casa campeggia al centro del piatto. In più, sul retro, manca uno dei piedini di gomma che servono a riparare i mobili dai graffi.....
Inizio a mandare email su email alle responsabili del sito, che sembrano manco riceverle. Dopo più di cinque giorni, quando stavo già pensando le peggio cose, mi risponde candidamente una delle due che in Francia era festa e loro non avevano lavorato :-D
Mi chiede documentazione fotografica da inoltrare all'azienda e si scusa molto dell'accaduto. Io già pensavo a che rottura sarebbe stata reimballare e rispedire tutto e magari ottenere come risarcimento un buono che non avremmo mai più speso..... 
E invece il giorno dopo mi scrivono che posso tenermi il piatto danneggiato e che me ne mandano un altro!
Io faccio i salti di gioia: avevo già trovato una posizione strategica per il piatto rovinato che minimizzasse il difetto e adesso me ne sarebbe arrivato un secondo! 
Il sostituto è stato regolermente recapitato dopo qualche giorno, corredato da due righe di scuse scritte a mano, e stavolta è perfetto :-D
All's well that ends well! 

PS = La morale della favola è: comprate pure da direct-d-sign! Prezzi buoni (ma attenzione alle tasse) e ottimo servizio clienti ;-)

martedì 23 novembre 2010

Quel che non mi lascia dormire la notte....

Il mio cruccio ha un nome ben preciso: LEMON CURD. Non ho ancora deciso se:

  • Non sono capace a farlo, mi riesce male, sbaglio qualcosa nel procedimento 
  • Non mi piace (con gradazioni che vanno dal "molto" al "per niente" a seconda del risultato di ciascuno dei tentativi di produzione casalinga).... e, in questo caso, sarei l'unica in Italia 
Ma partiamo dal principio, ab ovo, visto che in questa storia le uova c'entrano.... eccome se c'entrano :-D. Dovete sapere infatti che il Ricercatore combatte quasi quotidianamente una sua personalissima crociata contro le uova e l'abuso presunto che la sottoscritta ne fa. Quando gli annuncio che la cucina per le prossime 3 ore sarà off limits per via di qualche mio esperimento culinario, la conversazione che segue ha più o meno questo tenore:
cmdd: "Faccio una torta!"

R: "Di nuovo?!?"

cmdd: "Sì.... ma non è per noi, la faccio per xxxx" (Seeeeeeeeeeee!!!)

R: "Quante uova?"

cmdd: "Tre"

R: "Mettine due!"
E questo avviene indipendentemente dal numero di uova richieste per la preparazione, dovrei -secondo lui- metterne sempre uno in meno, di default. Inizio a pensare che potrei rispondere con numero di uova + 1 e così sarei a posto....Potete immaginare che gioia quando nel libro Regali Golosi della Cavoletta ho adocchiato la ricetta che avevo sempre sognato di fare ma che non avevo mai potuto testare per via della troppa uovosità/burrosità: il Lemon Curd Light version. 
Due uova?!?
Niente burro?!?
Lo faccio subito!

Tentativo numero 1
Seguo la ricetta alla lettera con due trascurabilissime varianti: 
  1. Non faccio il bagnomaria: questa pratica -correggetemi se sbaglio- serve per non cuocere le uova troppo velocemente ma soprattutto per non far superare i 100 °C al composto. Siccome ho il fornello a induzione credo che lo stesso risultato si ottenga anche con una padella a fondo spesso e una bassa potenza in cottura (sul 3, ad esempio, l'acqua non arriva a bollore). 
  2. Spelo i tuorli: adotto questa pratica, imparata qui, nella speranza di attenuare il sapore di uovo, che nei dolci non amo particolarmente.  

Verso fine cottura, dopo una ventina di minuti di rimescolamenti amorevoli del composto, l'odore -perchè di odore si tratta- che arriva dal pentolino non è dei più confortanti: aspro, metallico, pungente. Mi dico che probabilmente è ancora troppo caldo. Apetto un po' e poi lo somministro all' ignaro Ricercatore.
cmdd: "Mi dici com'è?"

R, dopo essersi quasi soffocato: "Ma cos'è 'sta roba??? Sembra di azzannare un pezzo di cancello arrugginito!"

cmdd: "Ehmmm"

R: "Ma butta via tutto, per favore!"
Ed in effetti il sapore è proprio quello, metallico, aspro, pungente.
Io non mi do pace, cerco su internet, leggo, confronto ricette, scrivo all'autrice, chiedo all'amico chimico. In rete è tutto un deliquio del tipo "Ooooooohhh! Il Lemon Cuuuuurd!" "Buonissimo!" "Satinato!" "Meraviglioso!", l'autrice non capisce cosa possa essere andato storto e l'amico chimico mi rassicura sul procedimento.
Decido che è ora di riprovare.


Tentativo numero 2
Replico la stessa ricetta ma stavolta con l'aiuto del fidato Bimby: temperatura fissa di 80 °C e farfalla che accarezza dolcemente il composto in cottura. Non appena sollevo il coperchio sento subito l'odorino pungente ma non mi lascio intimidire, lascio raffreddare e assaggio: molto meglio.... ma il retrogusto è sempre lì. Il Ricercatore mi guarda con gli occhi a fessura mentre mi ostino a travasare il prodotto finito in un barattolo di vetro: sa già che da lì a un paio di giorni quella roba finirà dritta nella spazzatura.
La mia testardaggine mi impone un' ulteriore verifica: che sia la ricetta il problema? 
Riprovo.


Tentativo numero 3
Stavolta scelgo una ricetta "ortodossa" con tante uova e tanto burro ma ne dimezzo le dosi: non mi piace proprio buttare il cibo, nemmeno per amor di Scienza. Stavolta il risultato dell'esperimento sembra decisamente migliore: la crema è vellutata, scioglievole e giustamente acidina..... ma io, sarà la paranoia, il saporino ferroso lo sento sempre. Ha un sapore simile a quello che resta in bocca quando per sbaglio ti morsichi una guancia. In compenso il Ricercatore non vuole nemmeno avvicinare il naso al cucchiaio.
E mi resta un dubbio terribile: perchè, perchè, perchèèèèèèèèè????
Ricomincio con le mie forsennate ricerche finchè ottengo una piccola vittoria: cercando in inglese "Lemon curd metallic flavor" trovo un sottobosco di gente che ha esattamente il mio stesso problema. Evviva! Allora non sono io che sono pazza! Sembra che il problema sia legato alla reazione chimica tra il limone e i contenitori/utensili con cui viene in contatto. Non molto convinta sottopongo con mille astuzie il maritino (vero scienziato della casa) a domande a tema.


cmdd: "Sai che googlando in inglese ho scoperto che molte altre persone hanno il mio stesso problema col lemon curd?"

R., col nasino arricciato: ".... ecchissenefrega?"

cmdd, imperterrita: "Dicono che la soluzione sia usare contenitori ed utensili neutri"

R.: "Ancora...?!?"

cmdd: "Ma secondo te è possibile?"

R.: "Ascolta, non farmici nemmeno pensare a quella schifezza"

cmdd, solleticando il suo ego di tuttologo: "Eddai! Ma scientificamente è possibile?"

R.: "In linea di principio sì. Potrebbero scatenarsi reazioni elettrochimiche. Ma questo potrebbe accadere anche se in bocca hai capsule o ponti e se lo mangi con un cucchiaio di metallo"

cmdd: "Stasera allora provo a mangiare il lemon curd con il cucchiaino di plastica di Vale. Sai, stavo pensando di rifarlo"

R.: "Amore, senti, fai quello che vuoi. Rifallo mille volte ma ti prego: non nominarmelo più. Solo a sentire il nome mi viene il voltastomaco!"

E fu così che il lemon curd, in casa nostra, diventò la CREMINA INGLESE AL LIMONE.
Ah, sto per rifarlo, eh! Ma stavolta, orange version!








Supersizing me

Ultimamente mi capita sempre più spesso di aprire le ante dell'armadio, sedermi sul letto e fissare scontenta le quattro cose in croce che sono sopravvissute all'ultimo - furioso - cambio degli armadi.

Alcuni vestitini si ostinano a penzolare festosi nonostante con ogni probabilità come vestitini non li userò più. Casomai, come mi ha suggerito il Ricercatore, potrò rimetterli come "maglioni lunghi" sopra un paio di pantaloni (grazie amore, sai sempre come consolarmi :-D).
Cinque paia di pantaloni e altrettanti jeans.
Un paio di leggings e un vestitino premaman che, tutto sommato, non mi sta poi così male.
Una camicia. Nera
Poche gonne.
Maglioni e magliette suddivisi in tre categorie: troppo corti, troppo stretti, portabili.

La tristezza si impossessa di me e resto lì, incapace di scegliere. Dopo cinque minuti tiro fuori il solito paio di jeans e il solito maglione slandro.... tanto chissenefrega, il marito ce l'ho.
Passo alla scarpiera: nonostante tutti i buoni propositi afferro le sneaker a colpo sicuro. Essì che le avevo anche nascoste per impedirmi di usarle tutti i giorni....
Chiudo l'anta, mi guardo nello specchio e non mi riconosco. O meglio: il viso è quello, il seno è aumentato ma comunque ne avevo molto anche prima della gravidanza, di profilo (panzetta a parte) non sono molto cambiata. Frontalmente, invece, sembra che sia passata sotto un rullo compressore dalla vita in giù.
Mi arrabbio coi miei vestiti che non mi valorizzano, poi penso che un po' me la sono cercata.

Breve e impietosa cronistoria della taglia crescente
Magra non lo sono mai stata: mia mamma dice che avevo le cosciotte già in fasce. Quando ero adolescente mi dicevano che ero "forte di gambe"...e pesavo 15 chili meno di adesso.
Una delle passioni che mi accomuna al Ricercatore è l'amore per la buona tavola però, nonostante da fidanzati ci siamo dati alla pazza gioia (culinaria, eh!!) , sono arrivata alle nozze con una bellissima taglia 42. Sono entrata nella mia nuova casa di sposina novella seguita da un codazzo di abitini colorati, superscarpe con ipertacchi, jeans aderenti, magliettine sbrilluccicose. Ora giacciono in un paio di enormi scatole con su scritto "Per Valeria".
Dopo i nostri viaggi ero già una 44: ettecredo! Brasile, Cina, Nuova Zelanda.... come fai a non ingozzarti di tutte quelle cosine strane che non puoi trovare da nessun'altra parte al mondo se non lì?
Segue primo piagnisteo sulla spalla del Ricercatore (che ancora non conosceva le crisi di non-ho-niente-da-mettermi); il sant'uomo, American Express alla mano, ha provveduto a ristabilire il mio buonumore.
Poi la gravidanza ha modificato il mio corpo, lasciandomi di nuovo implume. Segue secondo piagnisteo, acuito da crisi ormonali, all'insegna del non-ho-niente-da-mettermi-e-vorrei-essere-una-gravida-chic-e-piacermi-col-pancione. Anche questa crisi è rientrata a colpi di carta di credito.
Adesso sono passati nove mesi dal parto, ho questa rotella di lardo attorno alla vita che non se ne va, una specie di copertone di camion che circonda i fianchi. La 46 è grande, la 44 è piccola. Ora la crisi è declinata nell'accezione non-ho-niente-da-mettermi-e-quel-poco-che-ho-mi-sta-da-schifo.
Posso rifarmi il guardaroba per la terza volta? Direi proprio che non è il caso!

Ora ho un guardaroba random (l'eterogeneità è acuita dalla mia sindrome dell'acquisto compulsivo, scriteriato e senza pianificazione) e nessuna voglia di provare e riprovare i vestiti per capire quale sta bene con cosa.
Sabato, ad esempio, ho osato un po' di più: vestitino di lana col collo ad anello, leggings e stivali. Il Ricercatore invece aveva indossato la sua migliore faccia di bronzo ma a me non sfugge niente: alla mia richiesta di "Come sto?" la risposta più rincuorante è stata "Sembri triangolare" passando per "I vari pezzi sono belli, è l'insieme che ti fa sembrare ancora più bassa e tozza". Non voleva essere cattivo (di solito mi fa un sacco di complimenti, anche quando meno me l'aspetto) ma io mi sono proprio rabbuiata, perchè è esattamente così che mi vedevo: bassa e tozza.

Di una dieta neanche a parlarne: adoro mangiare, assaggiare, spiluccare. Ma soprattutto adoro cucinare, sperimentare, testare. Per fortuna ho ripreso a giocare a calcio, più che altro per tacitare la mia coscienza....

Grazie al cielo, ho trovato la soluzione! :-D



PS = Ovviamente la situazione non è poi così grave, eh! Eppoi mi basta guardare gli occhi da orientale di Valeria, le sue guanciotte rosserosse e tutto passa.

lunedì 22 novembre 2010

Progressi di Ottobre e Novembre

Oramai siamo quasi sugli 11 chili per più di 74 centimetri di lunghezza: nel suo piccolo, una gigantessa :-)
I vestitini le vanno corti e stretti nel giro di tre settimane al massimo e anche i cappellini, che la nonna produce "a getto continuo" le scappano in continuazione ('sta capocciona!).
Qui sotto abbiamo giusto un esempio dei copricapi di produzione nonnesca, il modello "cotta medioevale" :-D


Recentemente è arrivato anche un cappello con le orecchie da piccola-comunista-frequentatrice-di-Centri-Sociali, perfetto per scalare l' Annapurna (come dice zio Ceko), di cui allegherò materiale fotografico appena possibile.
Nella foto sopra, comunque, si può notare anche una delle passioni della piccola: la "lettura ad alta voce". Non importa se il libro è al contrario: lei lo sfoglia avanti e indietro blaterando cose incomprensibili a tutto volume. Oramai la sua biblioteca è molto fornita: ha libri galleggianti, libri sensoriali, libri da mordere, libri di cartone, libri in inglese (bellissimi, presi qui).
L'altra sua passione è il pupazzetto "Nonno Claudio", un contadinello coi baffi che ha le fattezze che ricordano vagamente quelle di mio papà (di qui il nome tanto fantasioso :-D). Qualche tempo fa ci ha spiazzati tutti dimostrandoci di capire alcuni semplici comandi, primo fra tutti "Prendi il Nonno Claudio!". Siamo rimasti di stucco quando un giorno l'abbiamo vista cercare, puntare e afferrare il pupazzo giusto, così, d'amblè . Comunque con Nonno Claudio di solito si fa grandi chiacchierate, poi lo ciuccia un po', poi butta tutto in caciara sbattendolo violentemente contro gli altri animaletti della fattoria. Il passo successivo sarà farle capire che quello non è il vero Nonno Claudio :-D

Da qualche settimana gattona. Ha iniziato timidamente, tenendo una gamba rigida, come si vede in foto qui sotto.


Dopo le prime incertezze ora va spedita, efficace e focalizzata sul bersaglio. Ha una propensione innata a individuare tutte le cose che non dovrebbe afferrare e puntarle con tenacia e caparbia.
E in tal proposito.... è diventata tenace e caparbia, a volte zuccona, oserei dire :-D
Si arrabbia se viene frustrata nei suoi intenti bellicosi e come rappresaglia si butta all'indietro irrigidendosi e inarcandosi tutta. E noi che non eravamo abituati a "capriccetti" e manifestazioni di nervosismo varie stiamo imparando pian pianino a gestirli senza farci prendere troppo.
Quando ha voglia batte le mani, fa ciao-ciao con la manina e ripete alcune sillabe anche se l'unica parola che, per ora, sembra ripetere con cognizione di causa è PAPPA :-D
Vuole assaggiare tutto quello che abbiamo nel piatto ed inizia ad essere stufa di omogeneizzati, cremine e frullati. Adora ruminare piccoli pezzi di pane e di formaggio mentre non c'è verso di farle mangiare alcuni tipi di omogeneizzati al pesce.
Sembra essere serena, fiduciosa e non si lascia squassare da niente, nemmeno dalle immersioni che la mamma sadica le fa fare in piscina.



giovedì 4 novembre 2010

Il giro di boa

Venerdì notte Valeria si è svegliata, cosa che non fa quasi mai. Di solito basta rimetterle il ciuccio in bocca per farla continuare a dormire imperterrita.
Quando sono arrivata vicino al suo lettino l'ho trovata che piangeva seduta, con gli occhi chiusi e le braccia tese, probabilmente stava ancora dormendo. Quelle braccine inaspettatamente tese nel buio e il pianto sommesso hanno smosso tutto il mio senso di protezione.
L'ho presa in braccio, sembrava un lombrichino così avvolta nel suo sacco-nanna. Si è calmata all'istante, ha infilato la sua guanciotta calda di nanna contro la mia e ha iniziato a giocare coi miei capelli. La sentivo respirare regolarmente mentre arrotolava le ciocche sulle sue ditine cicciottelle e pensavo a come cresce in fretta...
Mi sembra ieri che me la sono vista tornare dal Nido infilata a pressione in una tutina grigia troppo stretta per i suoi quasi quattro chili e il cappellino che sembrava dovesse saltarle via a momenti come un tappo di champagne.
Pensavo che invece sono già passati nove mesi, il giro di boa - come lo chiamo io - è avvenuto: è più il tempo nel mondo che nella mia pancia.
Pensavo che non è più l'esserino inerme, nè la pagnottella che dove-la-metti-sta. Oramai sta diventando una bambina, col suo carattere, le sue preferenze, le sue abitudini.
Pensavo a quante cose ha imparato e quante cose ci ha insegnato, a come ci aiuta a crescere facendoci contemporaneamente tornare bambini, a come ci spiega di nuovo cosa sia lo stupore.
Pensavo a come sia riuscita a far cantare il Ricercatore, che oramai è specializzato nella sigla dell'Ape Maja.
Pensavo che siamo fortunati ad avere una bambina così, talmente buona che un po' mi vergogno quando parlo di lei con le altre mamme perchè, in fin dei conti, non ho mai dovuto fare tanta fatica.
Pensavo che sono una mamma tremenda perchè non vedo l'ora che da Gennaio cominci ad andare al Nido e sono contenta se le nonne mi aiutano un po'.
Pensavo che avrei ricordato quel momento, quella manina calda sulla nuca e quella guancia incandescente finchè campo, con la speranza di richiamarlo alla memoria quando mi farà arrabbiare, quando sarò triste, quando starò male.
Pensavo che se qualcuno le torcesse un capello, lo affronterei a mani nude.
Pensavo che vorrei imparare a lavorare a macchina per farle tanti vestitini su misura.
Pensavo che non avrei mai detto che a trent'anni mi sarei ritrovata nel cuore della notte con una mocciosa profumata di formaggino appollaiata sulla spalla.
Pensavo che prima che nascesse avevo sperato che fosse paffuta, con gli occhi a mandorla, la testa quadrata e il sorriso contagioso e poi è nata esattamente così.
Pensavo che dovremmo assolutamente comprarle un nuovo seggiolino auto perchè nell'ovetto non ci entra più.
Pensavo che non vedevo l'ora che arrivasse il mattino per scorgere di nuovo i due dentini bianchi che brillano quando sorride appena sveglia.

lunedì 25 ottobre 2010

Quanto tempo...

Non c'è giorno che non pensi: "Devo scrivere qualcosa sul blog.... Questo relitto abbandonato, questa carcassa elettronica spiaggiata inizia virtualmente a maleodorare!" :-)
Ma più passa il tempo e più è difficile ricominciare, le cose accumulatesi nei mesi sono montagne che non so bene da che parte attaccare.
Visto che siamo alla fine di Ottobre, ricominciamo con Valeria Halloween version.

mercoledì 4 agosto 2010

Estate a Pescara

Si mangia bene

Si iniziano buone letture

Si dorme

Si fa il bagno in piscina

Si fa il bagno nel mare

Si prende il sole

Si assaggiano cibi esotici :-)

Si invidia chi ha già i denti :-D

Si fa ginnastica

Si prendono tante coccole

Si chiacchiera coi nonni

Ma soprattutto.... ci si diverte!!!

mercoledì 23 giugno 2010

Amigurumi

Ed ecco a voi la mia nuova passione: gli amigurumi, i pupazzi fatti all'uncinetto :-)
Ho pasticciato un po' all'inizio ma poi ci ho "preso la mano" e adesso vorrei iniziarne mille contemporaneamente, per la gioia del Ricercatore.
Durante la gravidanza - soprattutto nell'ultimo mese - ho imparato il punto croce per fare le bavagline alla frugoletta e devo dire che la cosa mi aveva intrigato non poco: quando mi svegliavo di notte per via dei calcioni nella pancia correvo in studio con ago e fili nella speranza di riprendere sonno...... e invece mi lasciavo talmente prendere che il sonno spariva del tutto.



Una volta nata la piccina ho iniziato a pensare che mi sarebbe piaciuto costruire dei giocattoli apposta per lei, non solo come dimostrazione di amore materno ma soprattutto per non vederla giocare in futuro con quegli orrendi giochini moderni. Navigando su internet ho scoperto un sottobosco molto esteso di mamme che creano pupazzetti: all'uncinetto, a maglia, cuciti.... Come primo obiettivo mi sono proposta di imparare l'arte dell'uncinetto, soprattutto grazie ai consigli preziosi trovati in questo sito, non fosse altro che l'amigurumi è una tecnica GIAPPONESE :-D
E, come si sa, appena sento parlare di Giappone vado in visibilio. Ho anche imparato a decifrare gli schemi in giapponese per poter acquistare i libri giapponesi (che hanno i pattern più originali e kawaii in assoluto) ma per ora l'unico libro giappo acquistato è tradotto in inglese.
Per fortuna su internet si trova di tutto, tanto che sono già riuscita nell'intento di fabbricare a Valeria uno dei miei personaggi preferiti: il Totoro gigante del cartone di Miyazaki.

Questa è Vale con il cefalopode e Amineko, il gatto che è stato anche in Francia :-)


E qui ci sono anche Totoro e un orsetto dal libro giapponese. Prossimamente voglio creare anche il Totoro bianco e i Nerini del buio.... ma prima devo finire le cento cose che ho in cantiere.
Infine un'ultima cosa che non c'entra un tubo: da quando Vale ha scoperto i piedini sembra di vivere con Heater Parisi in casa :-D

domenica 20 giugno 2010

Happening delle famiglie 2010




Venerdì siamo stati al primo evento sociale con la pupa. Decisamente era la più piccina tra i presenti e ovviamente non c'erano giochi per neonati. E' stata comunque una soddisfazione guardarla mentre si divertiva ad osservare gli altri bimbi.
Miracolosamente il sole ha retto ed abbiamo potuto fermarci per cena: latte per Vale e panino con salamina per noi :-)
Spero di tornarci l'anno prossimo a guardare Vale che gioca!

martedì 25 maggio 2010

Al mare!

Sono ben due giorni che andiamo in spiaggia e alla piccina sembra piacere: si fa di quelle dormite! Mette i piedini nell'acqua e sgambetta e quando è ora di mangiare ha talmente appetito che ha imparato a tenersi il biberon da sola :-D




domenica 23 maggio 2010

Una giornata quasi estiva

Finalmente è arrivata l'estate! Oggi il termometro qui ha segnato 28 gradi così ne abbiamo approfittato per farci un giretto la mattina e una capatina in spiaggia il pomeriggio.

Piazza Salotto invasa dalle biciclette

A guardare bene, nella foto si può scorgere bisnonno Gianni che spia i "corridori".

Nonni sotto il solleone

La fontana di Cascella

I miei "vecchietti" (con la mia piccina)

"Cocce" a confronto




sabato 22 maggio 2010

Montesilvano

Ieri, vista l'incertezza del tempo, Valeria si è fatta il suo primo giretto in un ipermercato (dormendo, of course) mentre la mamma cercava le cosette introvabili che solo nei supermercati abruzzesi vendono. Il bottino è stato superiore alle aspettative: ho persino trovato sale rosa, grigio e nero da degustazione! E qualche giorno fa su uno scaffaletto di un supermercatino ho trovato la soba! Incredibile.
Uscendo abbiamo trovato un sole deciso quindi abbiamo pensato di fare una passeggiata sul lungomare.... peccato che siamo dovuti scappare in fretta per il vento.


venerdì 21 maggio 2010

Giretto in piazza Salotto


Ecco qui la principessa prima dell'uscita...


E qui ride con il nonno Claudio dopo il pranzetto a base di latte!

mercoledì 19 maggio 2010

In spiaggia....

Con la nonna bis sotto un pallido sole