martedì 23 novembre 2010

Quel che non mi lascia dormire la notte....

Il mio cruccio ha un nome ben preciso: LEMON CURD. Non ho ancora deciso se:

  • Non sono capace a farlo, mi riesce male, sbaglio qualcosa nel procedimento 
  • Non mi piace (con gradazioni che vanno dal "molto" al "per niente" a seconda del risultato di ciascuno dei tentativi di produzione casalinga).... e, in questo caso, sarei l'unica in Italia 
Ma partiamo dal principio, ab ovo, visto che in questa storia le uova c'entrano.... eccome se c'entrano :-D. Dovete sapere infatti che il Ricercatore combatte quasi quotidianamente una sua personalissima crociata contro le uova e l'abuso presunto che la sottoscritta ne fa. Quando gli annuncio che la cucina per le prossime 3 ore sarà off limits per via di qualche mio esperimento culinario, la conversazione che segue ha più o meno questo tenore:
cmdd: "Faccio una torta!"

R: "Di nuovo?!?"

cmdd: "Sì.... ma non è per noi, la faccio per xxxx" (Seeeeeeeeeeee!!!)

R: "Quante uova?"

cmdd: "Tre"

R: "Mettine due!"
E questo avviene indipendentemente dal numero di uova richieste per la preparazione, dovrei -secondo lui- metterne sempre uno in meno, di default. Inizio a pensare che potrei rispondere con numero di uova + 1 e così sarei a posto....Potete immaginare che gioia quando nel libro Regali Golosi della Cavoletta ho adocchiato la ricetta che avevo sempre sognato di fare ma che non avevo mai potuto testare per via della troppa uovosità/burrosità: il Lemon Curd Light version. 
Due uova?!?
Niente burro?!?
Lo faccio subito!

Tentativo numero 1
Seguo la ricetta alla lettera con due trascurabilissime varianti: 
  1. Non faccio il bagnomaria: questa pratica -correggetemi se sbaglio- serve per non cuocere le uova troppo velocemente ma soprattutto per non far superare i 100 °C al composto. Siccome ho il fornello a induzione credo che lo stesso risultato si ottenga anche con una padella a fondo spesso e una bassa potenza in cottura (sul 3, ad esempio, l'acqua non arriva a bollore). 
  2. Spelo i tuorli: adotto questa pratica, imparata qui, nella speranza di attenuare il sapore di uovo, che nei dolci non amo particolarmente.  

Verso fine cottura, dopo una ventina di minuti di rimescolamenti amorevoli del composto, l'odore -perchè di odore si tratta- che arriva dal pentolino non è dei più confortanti: aspro, metallico, pungente. Mi dico che probabilmente è ancora troppo caldo. Apetto un po' e poi lo somministro all' ignaro Ricercatore.
cmdd: "Mi dici com'è?"

R, dopo essersi quasi soffocato: "Ma cos'è 'sta roba??? Sembra di azzannare un pezzo di cancello arrugginito!"

cmdd: "Ehmmm"

R: "Ma butta via tutto, per favore!"
Ed in effetti il sapore è proprio quello, metallico, aspro, pungente.
Io non mi do pace, cerco su internet, leggo, confronto ricette, scrivo all'autrice, chiedo all'amico chimico. In rete è tutto un deliquio del tipo "Ooooooohhh! Il Lemon Cuuuuurd!" "Buonissimo!" "Satinato!" "Meraviglioso!", l'autrice non capisce cosa possa essere andato storto e l'amico chimico mi rassicura sul procedimento.
Decido che è ora di riprovare.


Tentativo numero 2
Replico la stessa ricetta ma stavolta con l'aiuto del fidato Bimby: temperatura fissa di 80 °C e farfalla che accarezza dolcemente il composto in cottura. Non appena sollevo il coperchio sento subito l'odorino pungente ma non mi lascio intimidire, lascio raffreddare e assaggio: molto meglio.... ma il retrogusto è sempre lì. Il Ricercatore mi guarda con gli occhi a fessura mentre mi ostino a travasare il prodotto finito in un barattolo di vetro: sa già che da lì a un paio di giorni quella roba finirà dritta nella spazzatura.
La mia testardaggine mi impone un' ulteriore verifica: che sia la ricetta il problema? 
Riprovo.


Tentativo numero 3
Stavolta scelgo una ricetta "ortodossa" con tante uova e tanto burro ma ne dimezzo le dosi: non mi piace proprio buttare il cibo, nemmeno per amor di Scienza. Stavolta il risultato dell'esperimento sembra decisamente migliore: la crema è vellutata, scioglievole e giustamente acidina..... ma io, sarà la paranoia, il saporino ferroso lo sento sempre. Ha un sapore simile a quello che resta in bocca quando per sbaglio ti morsichi una guancia. In compenso il Ricercatore non vuole nemmeno avvicinare il naso al cucchiaio.
E mi resta un dubbio terribile: perchè, perchè, perchèèèèèèèèè????
Ricomincio con le mie forsennate ricerche finchè ottengo una piccola vittoria: cercando in inglese "Lemon curd metallic flavor" trovo un sottobosco di gente che ha esattamente il mio stesso problema. Evviva! Allora non sono io che sono pazza! Sembra che il problema sia legato alla reazione chimica tra il limone e i contenitori/utensili con cui viene in contatto. Non molto convinta sottopongo con mille astuzie il maritino (vero scienziato della casa) a domande a tema.


cmdd: "Sai che googlando in inglese ho scoperto che molte altre persone hanno il mio stesso problema col lemon curd?"

R., col nasino arricciato: ".... ecchissenefrega?"

cmdd, imperterrita: "Dicono che la soluzione sia usare contenitori ed utensili neutri"

R.: "Ancora...?!?"

cmdd: "Ma secondo te è possibile?"

R.: "Ascolta, non farmici nemmeno pensare a quella schifezza"

cmdd, solleticando il suo ego di tuttologo: "Eddai! Ma scientificamente è possibile?"

R.: "In linea di principio sì. Potrebbero scatenarsi reazioni elettrochimiche. Ma questo potrebbe accadere anche se in bocca hai capsule o ponti e se lo mangi con un cucchiaio di metallo"

cmdd: "Stasera allora provo a mangiare il lemon curd con il cucchiaino di plastica di Vale. Sai, stavo pensando di rifarlo"

R.: "Amore, senti, fai quello che vuoi. Rifallo mille volte ma ti prego: non nominarmelo più. Solo a sentire il nome mi viene il voltastomaco!"

E fu così che il lemon curd, in casa nostra, diventò la CREMINA INGLESE AL LIMONE.
Ah, sto per rifarlo, eh! Ma stavolta, orange version!








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