mercoledì 24 novembre 2010

Vive la France!

Di natura siamo piuttosto fiduciosi, questo fa sì che spesso compriamo online (visto che si risparmia moltissimo): lavatrice, microonde, libri, stampe fotografiche, addirittura il lavello angolare e la cabina armadio sono arrivati da tutta Italia in casa nostra via corriere. La nostra tecnica è semplice: andiamo in negozio, torturiamo i commessi per sapere tutto -ma proprio tutto- dell'articolo scelto, lo tocchiamo, lo soppesiamo, lo misuriamo.... e poi torniamo a casa e lo compriamo online (con risparmi che vanno dal 10 al 25%).
Coi francesi invece siamo stati sfortunati due volte.
La prima quando, freschi sposini, abbiamo ordinato il tappeto dei nostri sogni, regalo di nozze di mio fratello. Dopo più di un mese dalla spedizione il tappeto non era ancora arrivato: risultava sempre fermo nel deposito di un paesino sul confine, di cui manco ricordo il nome. Sono seguite email di intensità crescente finchè il venditore si è deciso a spedircene un secondo, che è arrivato in meno di una settimana. Credo che il primo tappeto sia finito nella casa di qualche addetto delle Poste francesi, a questo punto.
La seconda è stata il mese scorso.
Sul sito direct-d-sign abbiamo acquistato alcuni pezzi della Normann Copenhagen:

Swing Vase viola
Swing Vase bianco 
Moon Plate
Dopo più di due settimane mi arriva il pacco  e non vi dico con quali aspettative l'ho aperto! Dentro tutti gli oggetti erano ben inscatolati nei loro imballi originali e sistemati in modo da non sbattere tra di loro durante il trasporto. Apro le scatole dei vasetti: bellissimi! E stanno anche molto bene nel posto deputato, forse sono un po' piccolini ma per ora vanno benissimo.
Apro il pacco del piatto e.....


DELUSIONE! Un difetto di fabbrica grande come una casa campeggia al centro del piatto. In più, sul retro, manca uno dei piedini di gomma che servono a riparare i mobili dai graffi.....
Inizio a mandare email su email alle responsabili del sito, che sembrano manco riceverle. Dopo più di cinque giorni, quando stavo già pensando le peggio cose, mi risponde candidamente una delle due che in Francia era festa e loro non avevano lavorato :-D
Mi chiede documentazione fotografica da inoltrare all'azienda e si scusa molto dell'accaduto. Io già pensavo a che rottura sarebbe stata reimballare e rispedire tutto e magari ottenere come risarcimento un buono che non avremmo mai più speso..... 
E invece il giorno dopo mi scrivono che posso tenermi il piatto danneggiato e che me ne mandano un altro!
Io faccio i salti di gioia: avevo già trovato una posizione strategica per il piatto rovinato che minimizzasse il difetto e adesso me ne sarebbe arrivato un secondo! 
Il sostituto è stato regolermente recapitato dopo qualche giorno, corredato da due righe di scuse scritte a mano, e stavolta è perfetto :-D
All's well that ends well! 

PS = La morale della favola è: comprate pure da direct-d-sign! Prezzi buoni (ma attenzione alle tasse) e ottimo servizio clienti ;-)

martedì 23 novembre 2010

Quel che non mi lascia dormire la notte....

Il mio cruccio ha un nome ben preciso: LEMON CURD. Non ho ancora deciso se:

  • Non sono capace a farlo, mi riesce male, sbaglio qualcosa nel procedimento 
  • Non mi piace (con gradazioni che vanno dal "molto" al "per niente" a seconda del risultato di ciascuno dei tentativi di produzione casalinga).... e, in questo caso, sarei l'unica in Italia 
Ma partiamo dal principio, ab ovo, visto che in questa storia le uova c'entrano.... eccome se c'entrano :-D. Dovete sapere infatti che il Ricercatore combatte quasi quotidianamente una sua personalissima crociata contro le uova e l'abuso presunto che la sottoscritta ne fa. Quando gli annuncio che la cucina per le prossime 3 ore sarà off limits per via di qualche mio esperimento culinario, la conversazione che segue ha più o meno questo tenore:
cmdd: "Faccio una torta!"

R: "Di nuovo?!?"

cmdd: "Sì.... ma non è per noi, la faccio per xxxx" (Seeeeeeeeeeee!!!)

R: "Quante uova?"

cmdd: "Tre"

R: "Mettine due!"
E questo avviene indipendentemente dal numero di uova richieste per la preparazione, dovrei -secondo lui- metterne sempre uno in meno, di default. Inizio a pensare che potrei rispondere con numero di uova + 1 e così sarei a posto....Potete immaginare che gioia quando nel libro Regali Golosi della Cavoletta ho adocchiato la ricetta che avevo sempre sognato di fare ma che non avevo mai potuto testare per via della troppa uovosità/burrosità: il Lemon Curd Light version. 
Due uova?!?
Niente burro?!?
Lo faccio subito!

Tentativo numero 1
Seguo la ricetta alla lettera con due trascurabilissime varianti: 
  1. Non faccio il bagnomaria: questa pratica -correggetemi se sbaglio- serve per non cuocere le uova troppo velocemente ma soprattutto per non far superare i 100 °C al composto. Siccome ho il fornello a induzione credo che lo stesso risultato si ottenga anche con una padella a fondo spesso e una bassa potenza in cottura (sul 3, ad esempio, l'acqua non arriva a bollore). 
  2. Spelo i tuorli: adotto questa pratica, imparata qui, nella speranza di attenuare il sapore di uovo, che nei dolci non amo particolarmente.  

Verso fine cottura, dopo una ventina di minuti di rimescolamenti amorevoli del composto, l'odore -perchè di odore si tratta- che arriva dal pentolino non è dei più confortanti: aspro, metallico, pungente. Mi dico che probabilmente è ancora troppo caldo. Apetto un po' e poi lo somministro all' ignaro Ricercatore.
cmdd: "Mi dici com'è?"

R, dopo essersi quasi soffocato: "Ma cos'è 'sta roba??? Sembra di azzannare un pezzo di cancello arrugginito!"

cmdd: "Ehmmm"

R: "Ma butta via tutto, per favore!"
Ed in effetti il sapore è proprio quello, metallico, aspro, pungente.
Io non mi do pace, cerco su internet, leggo, confronto ricette, scrivo all'autrice, chiedo all'amico chimico. In rete è tutto un deliquio del tipo "Ooooooohhh! Il Lemon Cuuuuurd!" "Buonissimo!" "Satinato!" "Meraviglioso!", l'autrice non capisce cosa possa essere andato storto e l'amico chimico mi rassicura sul procedimento.
Decido che è ora di riprovare.


Tentativo numero 2
Replico la stessa ricetta ma stavolta con l'aiuto del fidato Bimby: temperatura fissa di 80 °C e farfalla che accarezza dolcemente il composto in cottura. Non appena sollevo il coperchio sento subito l'odorino pungente ma non mi lascio intimidire, lascio raffreddare e assaggio: molto meglio.... ma il retrogusto è sempre lì. Il Ricercatore mi guarda con gli occhi a fessura mentre mi ostino a travasare il prodotto finito in un barattolo di vetro: sa già che da lì a un paio di giorni quella roba finirà dritta nella spazzatura.
La mia testardaggine mi impone un' ulteriore verifica: che sia la ricetta il problema? 
Riprovo.


Tentativo numero 3
Stavolta scelgo una ricetta "ortodossa" con tante uova e tanto burro ma ne dimezzo le dosi: non mi piace proprio buttare il cibo, nemmeno per amor di Scienza. Stavolta il risultato dell'esperimento sembra decisamente migliore: la crema è vellutata, scioglievole e giustamente acidina..... ma io, sarà la paranoia, il saporino ferroso lo sento sempre. Ha un sapore simile a quello che resta in bocca quando per sbaglio ti morsichi una guancia. In compenso il Ricercatore non vuole nemmeno avvicinare il naso al cucchiaio.
E mi resta un dubbio terribile: perchè, perchè, perchèèèèèèèèè????
Ricomincio con le mie forsennate ricerche finchè ottengo una piccola vittoria: cercando in inglese "Lemon curd metallic flavor" trovo un sottobosco di gente che ha esattamente il mio stesso problema. Evviva! Allora non sono io che sono pazza! Sembra che il problema sia legato alla reazione chimica tra il limone e i contenitori/utensili con cui viene in contatto. Non molto convinta sottopongo con mille astuzie il maritino (vero scienziato della casa) a domande a tema.


cmdd: "Sai che googlando in inglese ho scoperto che molte altre persone hanno il mio stesso problema col lemon curd?"

R., col nasino arricciato: ".... ecchissenefrega?"

cmdd, imperterrita: "Dicono che la soluzione sia usare contenitori ed utensili neutri"

R.: "Ancora...?!?"

cmdd: "Ma secondo te è possibile?"

R.: "Ascolta, non farmici nemmeno pensare a quella schifezza"

cmdd, solleticando il suo ego di tuttologo: "Eddai! Ma scientificamente è possibile?"

R.: "In linea di principio sì. Potrebbero scatenarsi reazioni elettrochimiche. Ma questo potrebbe accadere anche se in bocca hai capsule o ponti e se lo mangi con un cucchiaio di metallo"

cmdd: "Stasera allora provo a mangiare il lemon curd con il cucchiaino di plastica di Vale. Sai, stavo pensando di rifarlo"

R.: "Amore, senti, fai quello che vuoi. Rifallo mille volte ma ti prego: non nominarmelo più. Solo a sentire il nome mi viene il voltastomaco!"

E fu così che il lemon curd, in casa nostra, diventò la CREMINA INGLESE AL LIMONE.
Ah, sto per rifarlo, eh! Ma stavolta, orange version!








Supersizing me

Ultimamente mi capita sempre più spesso di aprire le ante dell'armadio, sedermi sul letto e fissare scontenta le quattro cose in croce che sono sopravvissute all'ultimo - furioso - cambio degli armadi.

Alcuni vestitini si ostinano a penzolare festosi nonostante con ogni probabilità come vestitini non li userò più. Casomai, come mi ha suggerito il Ricercatore, potrò rimetterli come "maglioni lunghi" sopra un paio di pantaloni (grazie amore, sai sempre come consolarmi :-D).
Cinque paia di pantaloni e altrettanti jeans.
Un paio di leggings e un vestitino premaman che, tutto sommato, non mi sta poi così male.
Una camicia. Nera
Poche gonne.
Maglioni e magliette suddivisi in tre categorie: troppo corti, troppo stretti, portabili.

La tristezza si impossessa di me e resto lì, incapace di scegliere. Dopo cinque minuti tiro fuori il solito paio di jeans e il solito maglione slandro.... tanto chissenefrega, il marito ce l'ho.
Passo alla scarpiera: nonostante tutti i buoni propositi afferro le sneaker a colpo sicuro. Essì che le avevo anche nascoste per impedirmi di usarle tutti i giorni....
Chiudo l'anta, mi guardo nello specchio e non mi riconosco. O meglio: il viso è quello, il seno è aumentato ma comunque ne avevo molto anche prima della gravidanza, di profilo (panzetta a parte) non sono molto cambiata. Frontalmente, invece, sembra che sia passata sotto un rullo compressore dalla vita in giù.
Mi arrabbio coi miei vestiti che non mi valorizzano, poi penso che un po' me la sono cercata.

Breve e impietosa cronistoria della taglia crescente
Magra non lo sono mai stata: mia mamma dice che avevo le cosciotte già in fasce. Quando ero adolescente mi dicevano che ero "forte di gambe"...e pesavo 15 chili meno di adesso.
Una delle passioni che mi accomuna al Ricercatore è l'amore per la buona tavola però, nonostante da fidanzati ci siamo dati alla pazza gioia (culinaria, eh!!) , sono arrivata alle nozze con una bellissima taglia 42. Sono entrata nella mia nuova casa di sposina novella seguita da un codazzo di abitini colorati, superscarpe con ipertacchi, jeans aderenti, magliettine sbrilluccicose. Ora giacciono in un paio di enormi scatole con su scritto "Per Valeria".
Dopo i nostri viaggi ero già una 44: ettecredo! Brasile, Cina, Nuova Zelanda.... come fai a non ingozzarti di tutte quelle cosine strane che non puoi trovare da nessun'altra parte al mondo se non lì?
Segue primo piagnisteo sulla spalla del Ricercatore (che ancora non conosceva le crisi di non-ho-niente-da-mettermi); il sant'uomo, American Express alla mano, ha provveduto a ristabilire il mio buonumore.
Poi la gravidanza ha modificato il mio corpo, lasciandomi di nuovo implume. Segue secondo piagnisteo, acuito da crisi ormonali, all'insegna del non-ho-niente-da-mettermi-e-vorrei-essere-una-gravida-chic-e-piacermi-col-pancione. Anche questa crisi è rientrata a colpi di carta di credito.
Adesso sono passati nove mesi dal parto, ho questa rotella di lardo attorno alla vita che non se ne va, una specie di copertone di camion che circonda i fianchi. La 46 è grande, la 44 è piccola. Ora la crisi è declinata nell'accezione non-ho-niente-da-mettermi-e-quel-poco-che-ho-mi-sta-da-schifo.
Posso rifarmi il guardaroba per la terza volta? Direi proprio che non è il caso!

Ora ho un guardaroba random (l'eterogeneità è acuita dalla mia sindrome dell'acquisto compulsivo, scriteriato e senza pianificazione) e nessuna voglia di provare e riprovare i vestiti per capire quale sta bene con cosa.
Sabato, ad esempio, ho osato un po' di più: vestitino di lana col collo ad anello, leggings e stivali. Il Ricercatore invece aveva indossato la sua migliore faccia di bronzo ma a me non sfugge niente: alla mia richiesta di "Come sto?" la risposta più rincuorante è stata "Sembri triangolare" passando per "I vari pezzi sono belli, è l'insieme che ti fa sembrare ancora più bassa e tozza". Non voleva essere cattivo (di solito mi fa un sacco di complimenti, anche quando meno me l'aspetto) ma io mi sono proprio rabbuiata, perchè è esattamente così che mi vedevo: bassa e tozza.

Di una dieta neanche a parlarne: adoro mangiare, assaggiare, spiluccare. Ma soprattutto adoro cucinare, sperimentare, testare. Per fortuna ho ripreso a giocare a calcio, più che altro per tacitare la mia coscienza....

Grazie al cielo, ho trovato la soluzione! :-D



PS = Ovviamente la situazione non è poi così grave, eh! Eppoi mi basta guardare gli occhi da orientale di Valeria, le sue guanciotte rosserosse e tutto passa.

lunedì 22 novembre 2010

Progressi di Ottobre e Novembre

Oramai siamo quasi sugli 11 chili per più di 74 centimetri di lunghezza: nel suo piccolo, una gigantessa :-)
I vestitini le vanno corti e stretti nel giro di tre settimane al massimo e anche i cappellini, che la nonna produce "a getto continuo" le scappano in continuazione ('sta capocciona!).
Qui sotto abbiamo giusto un esempio dei copricapi di produzione nonnesca, il modello "cotta medioevale" :-D


Recentemente è arrivato anche un cappello con le orecchie da piccola-comunista-frequentatrice-di-Centri-Sociali, perfetto per scalare l' Annapurna (come dice zio Ceko), di cui allegherò materiale fotografico appena possibile.
Nella foto sopra, comunque, si può notare anche una delle passioni della piccola: la "lettura ad alta voce". Non importa se il libro è al contrario: lei lo sfoglia avanti e indietro blaterando cose incomprensibili a tutto volume. Oramai la sua biblioteca è molto fornita: ha libri galleggianti, libri sensoriali, libri da mordere, libri di cartone, libri in inglese (bellissimi, presi qui).
L'altra sua passione è il pupazzetto "Nonno Claudio", un contadinello coi baffi che ha le fattezze che ricordano vagamente quelle di mio papà (di qui il nome tanto fantasioso :-D). Qualche tempo fa ci ha spiazzati tutti dimostrandoci di capire alcuni semplici comandi, primo fra tutti "Prendi il Nonno Claudio!". Siamo rimasti di stucco quando un giorno l'abbiamo vista cercare, puntare e afferrare il pupazzo giusto, così, d'amblè . Comunque con Nonno Claudio di solito si fa grandi chiacchierate, poi lo ciuccia un po', poi butta tutto in caciara sbattendolo violentemente contro gli altri animaletti della fattoria. Il passo successivo sarà farle capire che quello non è il vero Nonno Claudio :-D

Da qualche settimana gattona. Ha iniziato timidamente, tenendo una gamba rigida, come si vede in foto qui sotto.


Dopo le prime incertezze ora va spedita, efficace e focalizzata sul bersaglio. Ha una propensione innata a individuare tutte le cose che non dovrebbe afferrare e puntarle con tenacia e caparbia.
E in tal proposito.... è diventata tenace e caparbia, a volte zuccona, oserei dire :-D
Si arrabbia se viene frustrata nei suoi intenti bellicosi e come rappresaglia si butta all'indietro irrigidendosi e inarcandosi tutta. E noi che non eravamo abituati a "capriccetti" e manifestazioni di nervosismo varie stiamo imparando pian pianino a gestirli senza farci prendere troppo.
Quando ha voglia batte le mani, fa ciao-ciao con la manina e ripete alcune sillabe anche se l'unica parola che, per ora, sembra ripetere con cognizione di causa è PAPPA :-D
Vuole assaggiare tutto quello che abbiamo nel piatto ed inizia ad essere stufa di omogeneizzati, cremine e frullati. Adora ruminare piccoli pezzi di pane e di formaggio mentre non c'è verso di farle mangiare alcuni tipi di omogeneizzati al pesce.
Sembra essere serena, fiduciosa e non si lascia squassare da niente, nemmeno dalle immersioni che la mamma sadica le fa fare in piscina.



giovedì 4 novembre 2010

Il giro di boa

Venerdì notte Valeria si è svegliata, cosa che non fa quasi mai. Di solito basta rimetterle il ciuccio in bocca per farla continuare a dormire imperterrita.
Quando sono arrivata vicino al suo lettino l'ho trovata che piangeva seduta, con gli occhi chiusi e le braccia tese, probabilmente stava ancora dormendo. Quelle braccine inaspettatamente tese nel buio e il pianto sommesso hanno smosso tutto il mio senso di protezione.
L'ho presa in braccio, sembrava un lombrichino così avvolta nel suo sacco-nanna. Si è calmata all'istante, ha infilato la sua guanciotta calda di nanna contro la mia e ha iniziato a giocare coi miei capelli. La sentivo respirare regolarmente mentre arrotolava le ciocche sulle sue ditine cicciottelle e pensavo a come cresce in fretta...
Mi sembra ieri che me la sono vista tornare dal Nido infilata a pressione in una tutina grigia troppo stretta per i suoi quasi quattro chili e il cappellino che sembrava dovesse saltarle via a momenti come un tappo di champagne.
Pensavo che invece sono già passati nove mesi, il giro di boa - come lo chiamo io - è avvenuto: è più il tempo nel mondo che nella mia pancia.
Pensavo che non è più l'esserino inerme, nè la pagnottella che dove-la-metti-sta. Oramai sta diventando una bambina, col suo carattere, le sue preferenze, le sue abitudini.
Pensavo a quante cose ha imparato e quante cose ci ha insegnato, a come ci aiuta a crescere facendoci contemporaneamente tornare bambini, a come ci spiega di nuovo cosa sia lo stupore.
Pensavo a come sia riuscita a far cantare il Ricercatore, che oramai è specializzato nella sigla dell'Ape Maja.
Pensavo che siamo fortunati ad avere una bambina così, talmente buona che un po' mi vergogno quando parlo di lei con le altre mamme perchè, in fin dei conti, non ho mai dovuto fare tanta fatica.
Pensavo che sono una mamma tremenda perchè non vedo l'ora che da Gennaio cominci ad andare al Nido e sono contenta se le nonne mi aiutano un po'.
Pensavo che avrei ricordato quel momento, quella manina calda sulla nuca e quella guancia incandescente finchè campo, con la speranza di richiamarlo alla memoria quando mi farà arrabbiare, quando sarò triste, quando starò male.
Pensavo che se qualcuno le torcesse un capello, lo affronterei a mani nude.
Pensavo che vorrei imparare a lavorare a macchina per farle tanti vestitini su misura.
Pensavo che non avrei mai detto che a trent'anni mi sarei ritrovata nel cuore della notte con una mocciosa profumata di formaggino appollaiata sulla spalla.
Pensavo che prima che nascesse avevo sperato che fosse paffuta, con gli occhi a mandorla, la testa quadrata e il sorriso contagioso e poi è nata esattamente così.
Pensavo che dovremmo assolutamente comprarle un nuovo seggiolino auto perchè nell'ovetto non ci entra più.
Pensavo che non vedevo l'ora che arrivasse il mattino per scorgere di nuovo i due dentini bianchi che brillano quando sorride appena sveglia.

lunedì 25 ottobre 2010

Quanto tempo...

Non c'è giorno che non pensi: "Devo scrivere qualcosa sul blog.... Questo relitto abbandonato, questa carcassa elettronica spiaggiata inizia virtualmente a maleodorare!" :-)
Ma più passa il tempo e più è difficile ricominciare, le cose accumulatesi nei mesi sono montagne che non so bene da che parte attaccare.
Visto che siamo alla fine di Ottobre, ricominciamo con Valeria Halloween version.

mercoledì 4 agosto 2010

Estate a Pescara

Si mangia bene

Si iniziano buone letture

Si dorme

Si fa il bagno in piscina

Si fa il bagno nel mare

Si prende il sole

Si assaggiano cibi esotici :-)

Si invidia chi ha già i denti :-D

Si fa ginnastica

Si prendono tante coccole

Si chiacchiera coi nonni

Ma soprattutto.... ci si diverte!!!