venerdì 22 maggio 2009

E per i miei piedini fatati....


Gioco a calcio da quando ero piccina. Ho dei ricordi di me in compagnia di un pallone di cuoio che potevo avere tre anni.
I pomeriggi dell'infanzia li ho passati a sparare pallonate col Tango prima contro il muro della casa dei nonni, poi - quando è cresciuto un po' - contro mio fratello. 
Al mare, fino ai 14 anni circa, ho sostenuto estenuanti partite sulla sabbia sotto il sole del mezzogiorno, unica femminuccia indemoniata in mezzo ai ragazzini. Poi, crescendo, un po' per via degli impegni scolastici, un po' perchè era difficile trovare altre ragazzine invasate come me ho quasi smesso di giocare. Due anni fa LA SVOLTA. Ho conosciuto un gruppo di persone un po' più grandi di me, uomini e donne, che si incontrano due volte a settimana per giocare a calcetto. All'inizio ho fatto un po' fatica ad inserirmi perchè queste persone si conoscono e giocano insieme da più di vent'anni. Ora invece mi sento perfettamente a mio agio, da qualche settimana ho anche ricominciato a scartare (quantomeno ci provo). Non sono velocissima però ho la visione di gioco, un buon controllo di palla e una discreta mira, diciamo che sono una playmaker con una vocazione per l'attacco.
Questa settimana poi ho coronato un sogno - grazie anche all'incoraggiamento del Ricercatore, diamo a Cesare - investendo nel mio primo paio di scarpe da calcetto!!!
E' incredibile come cambi la sensazione al momento dell'impatto e la sensibilità e precisione con cui si riesce a governare la palla! Ho fatto solo due partite con le scarpe nuove ma la differenza è incredibile.... ho anche l'impressione che il tiro sia molto più potente. Sì, perchè la mia passione sono i tiri al volo, a tutta potenza, di collo pieno. E' una soddisfazione immensa vedere la palla che si avvicina dall'alto quasi al rallentatore, capire che sei in buona posizione, coordinarti bilanciando bene il peso in modo da scaricare tutta la potenza nel colpo.... quando centri anche la porta, poi!
Stasera ho fatto un tiro così.... che però si è stampigliato sul palo :-S 
In compenso ho insaccato cinque dei tredici gol della mia squadra.

La mia prima creazione originale!


Oramai questa pasta risale a parecchio tempo fa.... 
Mi è ritornata in mente perchè oggi a pranzo il mio papà mi ha cucinato una pasta con gli asparagi divina. Da quando si è comprato la pentola di coccio per cotture lente non lo ferma più nessuno: sughi, pesci, minestre, verdure.... Qualsiasi cosa finisce nel coccetto e il mio papà la vusciùga (rimescola in abruzzese [ndr]) amorevolmente per ore fino a completa cottura, coccolandosela con gli occhi e - suppongo io - pregustandone lungamente il momento dell'assaggio.
La mia pasta, avendo poco tempo a disposizione (mica sono pensionata, io!), è stata cucinata in maniera molto più sbrigativa ma ci ha dato comunque parecchia soddisfazione.

Pasta con asparagi al profumo di menta 

Dosi per 2
spaghetti (io ho usato 200 gr di quelli integrali) 
un mazzetto di asparagi
uno scalogno
4/5 foglie di menta
1 cucchiaino di senape di digione
olio, sale, pepe e un ricciolo di burro minuscolo.

Preparare l'olio aromatizzato: tritare le foglie di menta, unirle all'olio e a un cucchiaino di senape e mescolare bene. Lasciar riposare (prima si prepara e meglio è!).
Tagliare gli asparagi a tocchetti diagonali; lessarli in acqua bollente salata per cinque minuti circa e, una volta scolati, tenerne da parte le punte.
In una pentola antiaderente scaldare dell'olio (pochino), farvi imbiondire lo scalogno affettato sottile, aggiungere i gambi e lasciar insaporire. Salare e pepare, eventualmente aggiungere qualche cucchiaiata di acqua di cottura. Verso la fine della cottura aggiungere le punte e l'olio aromatizzato.  Scolare la pasta, unirla al sugo e risottare con un ricciolino di burro (a chi piace). Servire con una generosa macinata di pepe. 
 

giovedì 21 maggio 2009

Preguiça

Preguiça in portoghese vuol dire pigrizia ma è anche il nome colloquiale di quello che noi in Italia definiamo bradipo.
Ecco, mi sento un bradipo. 
Il maritino è in Corea e quindi di sera potrei aggiornare il mio blog per ore e ore senza la vocina lamentosa e sonnacchiosa al mio fianco che bela "Speeeeeegni! Ho soooooonno".
E invece...
E sì che avrei tonnellate di arretrati da pubblicare.
La sera, però, dopo aver passato tutta la giornata davanti ad un Pc, ho voglia di fare altro: leggere, chiacchierare con i miei, guardarmi un bel film.
Prima che torni devo pubblicare tutto. Sennò il tempo passa, le cose si accumulano e buonanotte al secchio :-)
Urca! E' quasi mezzanotte!
Buonanotte (a chi sta in Italia) e buongiorno (a chi si sveglia in Corea)

lunedì 4 maggio 2009

Molleux au chocolat per mamma e papà!

.... che fa anche rima :-)
Le dosi sono perfette per due persone: raddoppiare, triplicare, quadruplicare in caso di necessità!
Il bello di questi dolcetti è che si preparano in un lampo, li si surgela e poi li si cuoce al momento dell'occorrenza e fanno sempre un gran figurone.

Moelleux au chocolat

50 gr cioccolato fondente 70%
50 gr burro
30 gr zucchero
15 gr farina
1 uovo

Sciogliere il burro con il cioccolato; in un altra ciotola sbattere l'uovo con lo zucchero e la farina setacciata. Unire le due creme e mescolare fino al completo amalgamento. Suddividere il composto in due stampini individuali imburrati e infarinati (N.B.: usare stampini che possano andare dal freezer al forno!!!). Coprire con pellicola i due stampini e laciarli congelare in freezer per almeno 3 ore.
Al momento del bisogno, infilare gli stampini nel forno già caldo a 220° per 10/12 minuti.
Se gli stampini sono nel freezer da più tempo, aumentare di qualche minuto i tempi di cottura (io non ci ho mai provato perchè i moelleux più di tre ore, in casa nostra, non ci resistono :-))

Per servirli si può:
  • cospargerli di cacao o zucchero a velo
  • adagiarli su una coulis di lamponi e decorarli con lamponi freschi
  • invece della farina si possono usare briciole di biscotti per cospargere gli stampini, in modo da ottenere una crosticina croccante
Per la cena con mamy&papy ho servito i moelleux con una crema alla vaniglia su cui avevo disegnato tre cuoricini (uno per ogni decade di matrimonio) con la salsa alla fragolina di bosco della fabbri. Per come ottenere i cuoricini e altre decorazioni carine, guardare qui!


Quante cose in pochi giorni! - UPDATED! -

La settimana scorsa abbiamo trascorso un insolito 25 Aprile.
Alle 8.10 (!!!!) siamo stati svegliati da una telefonata di Chris, il nostro "amico della valle", che ci invitava per uno spiedo a casa sua. Dopo trenta secondi di consulto familiare, ancora ottenebrati dal sonno, abbiamo accettato: avremmo pranzato con lui e pochi intimi nella sua nuova casa a Breno.
Al nostro arrivo ci siamo resi conto che i padroni di casa si erano lasciati un po' prendere la mano con gli inviti: nel prato era allestita una tavolata per almeno trenta persone. Gruppetti di sconosciuti sostavano nel prato chiacchierando allegramente mentre l'addetto allo spiedo si preoccupava di cospargere di sughetto le carni che giravano lentamente sul fuoco.
Chris ha risposto ai nostri sguardi attoniti con un laconico "Mia mamma aveva comprato troppa carne....", per fortuna che ci eravamo presentati con un bottiglione di Lambrusco da tre litri!
Dopo poco sono arrivati anche gli altri "giovani" della compagnia e in men che non si dica la tavola si è coperta di torte salate, formaggi freschi di capra (la "mischerpa" era davvero squisita!), carne d'agnello e porchetta, patate, insalata, vini e bibite. Le dejuner sur l'herbe si è concluso con una marea di torte (carote, mele, noci, frutta, limone), la spongada (dolce tipico di queste parti), semifreddi e caffè da far invidia ad un vero ristorante. 


Il tempo si è mantenuto splendido per tutta la giornata e la location si è dimostrata particolarmente suggestiva: dalla mia posizione potevo ammirare entrambe le "montagne sacre" della Vallecamonica.



L' invito inaspettato e la gioia di incontrare amici che, per forza di cose, vediamo di rado hanno contribuito a rendere questo venticinque Aprile un giorno davvero memorabile!


Siamo ripartiti per la city nel tardo pomeriggio, paonazzi per il sole e con il pancino gonfio da tanto avevamo mangiato. 


Da bravi crapuloni quali siamo la serata non l'abbiamo passata rintanati a casa in compagnia del Diger Selz ma l'abbiamo conclusa a casa di altri amici che avevano organizzato un... pollo ai ferri!!!
Se non siamo esplosi è stato un vero miracolo :-D

Il 26 Aprile siamo stati a pranzo dagli zii Franco&Fatima per un pranzetto a base di cibi brasiliani. Fatima, la mia "tia" bahiana, ci ha cucinato la carne do sol acebolada ('na squisitezza!!), i fagioli con la calabresa e altre verdurine e la farofa al burro. Il tutto è stato reso possibile dall'arrivo in Italia delle materie prime, importate dagli zii stessi che si sono fatti un giro in Sudamerica in occasione della nascita di Giulia, la nipotina di Fatima. Io e il Ricercatore eravamo quasi commossi nel riassaporare piatti gustati oramai due anni fa in Luna di Miele, peccato che in Italia si faccia fatica a trovare gli ingredienti giusti!

Il 28 Aprile invece c'è stata la triplice ricorrenza annuale: compleanno e onomastico della mamma (che di secondo nome fa Valeria) nonchè anniversario di matrimonio. Per l'occasione, come già accennato nel precedente post, abbiamo invitato i due festeggiati a cena: il menù è stato piuttosto frugale ma la bomba calorica è arrivata con i dolci, i miei tanto amati (e riproposti) moelleux au chocolat. Stavolta, per festeggiare a dovere, li ho anche guarniti con una crema alla vaniglia e cuoricini alla fragolina di bosco ;-)
La ricetta di questi dolcetti facilissimi, velocissimi e buonissimi (quanti "issimi"!) la posterò in un articoletto a parte, così non si crea troppa confusione.
Ah, durante la cena ci siamo anche collegati col Portogallo, così anche mia fratello ha potuto partecipare virtualmente alla festicciola.

Il 1° Maggio siamo stati dai nostri amici M&O a Iseo, nella loro mini-magione estiva. Abbiamo anche avuto la fortuna di vedere, per la prima volta, il glicine fiorito!
Io adoro il glicine: ce ne sono diverse piante anche nel cortile della Facoltà e io le scruto ogni mattina in attesa di vedere comparire i bei fiori lilla destinati, ahimè, ad una vita piuttosto breve.
Il glicine di M&O è particolarmente sfortunato: è posizionato proprio sopra il fuoco per le grigliate quindi tra poco ricomincerà ad essere raggiunto dai fumi delle carni arrosto con una certa frequenza :-D
Trattasi di primo caso di glicine affumicato: guardare per credere!


La giornata particolarmente calda e soleggiata ci ha spinti a fare una passeggiata lungo il primo tratto della antica strada Valeriana, costruita dai Romani per collegare Brescia alla Vallecamonica. Da qualche anno, grazie ad un lavoro di recupero da parte della Comunità Montana del Sebino Bresciano, è possibile ripercorrere il tratto tra Pilzone d'Iseo e Pisogne lungo le stesse rotte di merci, persone e pastori che utilizzavano questa via sin dall'antichità.
Il percorso, immerso nel verde, è molto rilassante, poco affaticante e molto panoramico, è perfetto per chi vuol fare una passeggiata meditativo-digestiva :-)


Infine il 2 Maggio è tornato in Italia lo zio Piero! Non lo vedevamo dall'Agosto '07, da quando ci ha ospitati a Macapà (Amapà-Brazil), allora freschi sposini in viaggio di nozze.
Ma questa storio la racconterò un'altra volta, adesso il Ricercatore mugola di sonno e vuole che io spenga il pc :-)

martedì 28 aprile 2009

C'è sempre da festeggiare qualcosa :-)


Un augurio speciale alla mia mamma, che oltre a festeggiare l'anniversario di matrimonio, il 28 Aprile compie anche gli anni!!
Stasera, per festeggiare, ho invitato i due piccioncini a cena da noi.... mo' mi metto a riflettere sul menù :-D

venerdì 24 aprile 2009

Welcome home, Ricercatore!

Ieri, dopo un'assenza durata ben OTTO lunghissimi giorni, il Ricercatore è tornato all'ovile. Per festeggiare ho deciso di cucinargli un piatto che è entrato di prepotenza nel nostro ricettario familiare perchè veloce, facile e molto gustoso. 
La ricetta originale prevede l'utilizzo di fave fresche (da scottare e spelare) ma a causa dell' irreparabile mancanza di tempo della donna-ingegnere mi riduco sempre a cucinarla con le fave in scatola Bonduelle (che sono comunque degne di tutto rispetto). 

Per chiudere in bellezza la serata ho anche imbastito una torta che non mi sono sentita di fotografare visto e considerato che il mio sforzo è consistito nell'aggiungere due uova, del latte e un po' di burro ad un preparato pronto della San Martino. Lo so, lo so.... non si fa così.... a mia discolpa posso dire che i preparati di questa marca sono l'unica depravazione gastronomica che mi concedo (sono buoni! E anche vagamente old-fashon:-)).
Un'ultima nota: la ricetta è per due persone affamate e le dosi sono piuttosto spannometriche ma una volta capito come fare il sughetto non è difficile ricalcolare le proporzioni a proprio piacimento.

Gnocchetti sardi al pesto di fave e menta

Ingredienti per due golosoni:
300 gr gnocchetti sardi
una confezione di fave Bonduelle (o 300 gr di fave fresche sgranate, da lessare in acqua salata e sbucciare)
1 spicchio d'aglio cicciottello
30 gr mandorle
menta fresca
pecorino (sardo)
olio
sale
pepe

Saltare le mandorle nella padella antiaderente senza aggiungere grassi finchè non si dorano e poi metterle da parte.
Nella stessa padella soffriggere qualche istante mezzo spicchio d'aglio; quando l'olio si è insaporito aggiungere le fave, salarle e farle saltare un paio di minuti. Aggiungere mezzo bicchiere d'acqua e lasciar evaporare per 7/8 minuti.
Nel frattempo mettere l'acqua per la pasta a bollire (nel caso si utilizzino fave fresche, riutilizzare la stessa acqua usata per scottarle in modo da dare ancora più sapore alla pasta).
Una volta che le fave si sono ammorbidite, frullarne la metà insieme alle mandorle, a 5 foglie di menta fresca, l'altra metà dell'aglio, tre cucchiai di olio, sale e pepe fino a ottenere un pesto cremoso. Versare questa crema di fave nella padella antiaderente insieme alle fave intere e regolarne eventualmente la fluidità con qualche cucchiaiata di acqua di cottura. Una volta scolati gli gnocchetti, saltarli qualche istante in padella nel sughetto ben caldo. Servire con una generosa grattata di pecorino e una bella macinata di pepe.