mercoledì 11 marzo 2009

I preparativi mentali all'invecchiamento

Sono proprio contenta.
Tra due giorni festeggierò il mio ultimo compleanno prima di cambiare decina e passare negli "enta", per l'occasione sono stati indetti ben tre giorni di festeggiamenti.
Giovedì torna il mio fratellino dal suo "esilio dorato" (= Erasmus) in Portogallo e a pranzo mangeremo insieme a casa dei miei, solo noi quattro, come ai vecchi tempi. Ultimamente succede sempre meno spesso: io che ho iniziato a lavorare e che comunque abito a 20 chilometri da loro, Francesco che starà fino a giugno a Coimbra, gli impegni varii che ci portano ad avere ritmi e tempi diversi. Più che un pranzo sarà un viaggio nel tempo, insomma :-)
In serata i festeggiamenti proseguiranno in forma riservatissima (solo io e il Ricercatore) nel nostro ristorante prediletto, in cui non vedo l'ora di tornare. Magari stavolta scriverò anche una minirecensione.

Venerdì festa grande in Facoltà. Uniremo due compleanni e faremo un rinfresco unico... Sono un po' agitata perchè è la prima volta che compio gli anni da quando lavoro in Laboratorio e non riesco a decidere cosa portare. Mi piacerebbe cucinare qualcosa, ma considerando
  1. le mie ultime prodezze ai fornelli
  2. i gusti e la ricettività dei miei colleghi
  3. il giovedì passato in gozzoviglie varie
il mio spirito critico mi consiglierebbe di lasciar perdere. In alternativa mi piacerebbe comprare qualcosa di speciale per portare una botta di vita (come dice Michele) nell'ambiente grigio in cui lavoriamo: stavo pensando alle paste de "La sicilia in bocca" oppure ai cioccolatini della pasticcera "Scaglia", visto che sono ambedue a portata di mano. Domani mi consulterò con l'altro festeggiato.

Domenica, infine, avrò una dozzina di ospiti in casa mia per la torta: genitori, fratelli, nonni.
Seguirà a breve una crisi per la ricerca della ricetta "La torta perfetta per il ventinovesimo compleanno".

martedì 10 marzo 2009

Due ciofeche e un (quasi) successo

Ultimamente i miei esperimenti in cucina non sono andati come desideravo ma chissenefrega, sono ancora giovane (lo dico solo perchè il mio compleanno incombe.....) e ho ancora taaaaaaaaaaaanto da imparare.

Il trend negativo è iniziato Sabato scorso, quando ho avuto una delle peggiori delusioni alimentari della mia vita: a causa dei gamberi duri come il muro (non erano precotti e, pur avendoli lungamente "strapazzati" in padella con olio e vino bianco, dopo venti minuti facevano ancora crock crock sotto ai denti) ho rovinato una deliziosa pasta alla chitarra fatta in casa (dalla mia mamma, mica da me!).

L'apice in negativo, il mio Nadir culinario, l'ho raggiunto mercoledì: avevo deciso di cucinare una cenetta che avesse come filo conduttore il colore verde quindi tra tutte le ricette ho scelto una semplice vellutata ai piselli&menta e il budino al matcha di Anna. L'idea era buona, mi piaceva.
Detto fatto mi sono messa d'impegno per far sì che al ritorno dell'ometto di casa la cena fosse già in tavola..... e in men che non si dica i minibudini rassodavano in frigo e la verdura aspettava solo l'aggiunta della menta e la frullata finale.
Ricercatore: "Sei sicura che ci vada tutta quella menta?"
Cmdd: "Ehm.... Sì!"
R.:"E sei sicura che anche la menta vada frullata? Sicurissima?"
Cmdd: "Ehm.... Sì (meno convinto)"
Minipimer: "WWWWWWWWWZZZZZZZZZZZZZZZZZ"
Due minuti dopo, al cospetto di una brodaglia verde in cui galleggiano scompostamente lembi sfrangiati di foglie di menta:
R.: "Non è che hai messo troppa acqua?"
Cmdd:"No, ci ho messo quella che ci voleva, mezzo litro. Riaccendiamo la fiamma e lasciamola evaporare un po'"
R.: "Ha un odore strano, mi ricorda quasi il dentifricio Mentadent. Secondo me c'è troppa menta, se ti avvicini alla pentola sembra di fare i soffumigi: annusa! Vedrai che ti si libera il naso! Ecco, odora di Vicks Vaporub!"
Cmdd, seccata:"Sarà buonissima! Non essere sempre prevenuto"
Dopo altri dieci minuti (e dopo aver ingerito qualche cucchiaiata di brodaglia ristretta):
R.: "Dì la verità, non ti sembra di bere un mojito ai piselli?"
Cmdd: "Odio quando hai ragione"
Pensavo che avrei ottenuto la mia rivincita con i budini al matcha, anche se qualche sospetto mi era già balenato nella testolina: il matcha aveva faticato parecchio a sciogliersi nel latte, avevo dovuto filtrare il liquido per togliere i grumi prima di metterlo negli stampini individuali.
Questo matcha, in realtà, non era quello che avevo usato fino ad allora, comprato in un bellissimo negozietto nei pressi del mercato Tsukiji a Tokyo, ma una versione più economica trovata in un supermercato a Shinjuku. Inoltre la mia bilancina da cucina ha una risoluzione di 5 grammi che non mi aveva permesso di pesare con esattezza i fogli di gelatina.
Morale della favola: i budini era ammassi collosi difficili da "attaccare" col cucchiaio e guarniti con un deposito di matcha insoluto sul fondo. Il Ricercatore s'è mangiato il suo evitando commenti.

Giovedì sera, stufa delle ultime figuracce accumulate e desiderosa di cimentarmi nell'arte dell'impasto, ho deciso di buttarmi nella produzione di una appetitosa focaccia. Ho seguito pedissequamente la ricetta, anche se qualcosa non mi convinceva: la quantità della salamoia da versare sulla focaccia sembrava decisamente troppa! Ho vinto la tentazione di fare di testa mia (come al solito) pensando "Se dice che bisogna versarla tutta vuol dire che bisogna proprio versarla tutta".
Il Ricercatore è arrivato sul "DING!" del forno, proprio come avevo calcolato: volevo accoglierlo col profumo di focaccia calda per ritemprarlo dopo una lughissima giornata lavorativa.
R.:"Sta bruciando qualcosa? C'è un fumo pauroso!"
Cmdd.:"Uhm.... No!"
Presa da un tremendo sospetto ho aperto lo sportello del forno, dal quale è fuoriuscito uno sbuffo nerastro. Subito mi sono resa conto del danno: la salamoia -un misto di acqua, sale e olio- era davvero troppa ed era schizzata in ogni direzione, tinteggiando le pareti del forno come un aerografo. Nell'aprire inopinatamente qualche schizzo incandescente è arrivato anche sul pavimento, com'era giusto che fosse per completare l'opera.
Mollati borsa e giaccone, il maritino è stato dunque costretto a passare la mezz'ora seguente pulendo con circospezione forno e superfici attigue (credo che mentalmente stesse imprecando).
Però la focaccia era davvero squisita......

lunedì 9 marzo 2009

Fiori!

Se un paio d'anni fa mi avessero detto che mi sarei appassionata a fiori&piante mi sarei fatta una grassa risata, adesso con le mie piantine ci parlo.
E le fotografo.
Mi piace avere delle immagini che me le ricordino anche quando, fra poco tempo, saranno sfiorite.
Visto che questo week end c'è stato un sole incantevole ne ho approfittato per immortalare la "mia" orchidea e le sue sorelline, tutte belle allineate sul davanzale.



Dico "mia" tra virgolette perchè la fortunata piantina, donataci in occasione delle nozze, ha soggiornato per più di un anno a casa dei miei, dove mia mamma è miracolosamente riuscita a farla rifiorire. E io che la davo per spacciata....

Con grande generosità la mamma me l'ha restituita non appena si è accorta che i bei bocciolotti stavano per schiudere, in modo che ci godessimo noi la fioritura.


Questo sopra invece è il bellissimo mazzo che mi ha regalato mia suocera per la festa della donna! Fa una gran figura dentro il vaso liberty anni '30 dal cristallo screziato di verde, uno dei miei vasi preferiti.

mercoledì 4 marzo 2009

Che fine ha fatto la ricotta?

Ieri sera abbiamo iniziato (e finito) la deliziosa ricottina di capra gentilmente donata da Michele. Metà l'abbiamo utilizzata per condire una favolosa pastasciutta, imitazione di quella ottima mangiata dai Caldora, l'altra metà l'abbiamo tagliata a fette, cosparsa con miele di castagno e semi di sesamo e ce la siamo sbafata come dolce.
Contrariamente a quanto pensassi, la ricotta di capra ha un sapore molto delicato e una consistenza leggermente più compatta rispetto a quella delle ricotte di pecora abruzzesi che tanto mi piacciono.
Siamo molto contenti perchè ieri sera aprendo il pacco dono abbiamo inaspettatamente trovato anche mezza forma di un profumatissimo semistagionato, sempre a base di latte di capra. Mi sa che stasera battezzeremo anche quello ;-)
Un ultima nota prima di passare alla pseudomicroricetta: la pasta di questo signore qui è davvero superlativa!

SPAGHETTI CALDORA STYLE

Soffriggere della buona pancetta con parecchio olio (non troppo!) finchè diventa bella croccante e darle una salatina e pepatina. Nel frattempo lessare gli spaghetti alla chitarra Giuseppe Cocco in abbondante acqua salata per il tempo indicato sulla confezione. Mentre con un occhio si controlla la pasta e con l'altro la pancetta, in un piatto schiacciare la ricotta con qualche cucchiaio di acqua di cottura, sale e abbondante pepe. Scolare, saltare la pasta nell'olio e pancetta, unire la ricotta, mescolare bene e servire subito.
A chi piace, consiglio un'ulteriore sgarzamellata di pepe!
 

martedì 3 marzo 2009

Vita quotidiana - part I

In questi ultimi giorni sono successe un po' di cose carine che mi piacerebbe raccontare affinchè non cadano (as usual) nel dimenticatoio alias il mio nebuloso cervello.

Sabato mattina io e il Ricercatore siamo stati in un negozio di porte ed infissi per avere un'idea dell'ordine di grandezza delle spese che dovremo affrontare: la nostra intenzione è quella di eliminare le porte del soggiorno (ci piacciono gli spazi aperti), dotare il bagnetto di una semplicissima porta a libro ma soprattutto creare una divisione tra zona giorno e zona notte.
Non è andata troppo bene :-D
In pratica ci hanno preventivato più di 700 euro per ciascuna delle due aperture del soggiorno... ovviamente per la sola CORNICE della porta (niente cardini e nè ante) datosi che noi le porte non le vogliamo. La cifra astronomica (se si considera che va moltiplicata per due) dipende dal fatto che il nostro muro è molto spesso e quindi si esce dalle misure standard. Il Ricercatore quando ha visto il prezzo al centimetro dello scatolato è quasi rotolato giù dalla poltroncina. Io ero un po' distratta perchè stavo studiando il modo di levare le mie impronte dalla scrivania nera lucida della venditrice: ho provato con la manica del maglioncino e col giubbotto... alla fine sul tavolo c'erano delle strisciate confuse (orribili a vedersi) che ho nascosto appoggiandoci sopra la borsa (furba, eh?). Qualcosa mi dice che devo smetterla di spalmarmi ogni cinque minuti con la crema-mani.
Ma torniamo alle porte. Per avere una porta che divida in due il corridoio, attualmente talmente lungo da sembrare una pista da bowling, abbiamo scoperto che ci vogliono minimo 1200/1300 euro MA, se vogliamo fare le cose un po' più raffinate e stilose, passiamo agilmente a 4000/5000... Da quel momento in poi ci siamo messi in modalità "Grazie delle informazioni ma ci rivedrete forse tra vent'anni" e siamo tornati a casa persuasi che il più economico cartongesso potrebbe salvarci dall' infisso bianco a 13-euro-per-ogni-centimetro-in-più. Vabbè...

Nel pomeriggio siamo andati a fare un giro alla Freccia Rossa, il centro commerciale cittadino, per trovare un regalino alla figlia dei nostri amici che ha appena compiuto un anno. Ora, non che a noi piaccia molto girare per superstores, ma ogni volta che ci andiamo restiamo letteralmente affascinati dalla fauna che si aggira per le gallerie tra i negozi (ma questo credo che meriti un post a parte). Pur essendo un'amante dello shopping, quando entro in posti di questo tipo ho una pazienza molto limitata (diciamo un paio d'ore di autonomia al massimo) e mio marito lo stesso, quindi dobbiamo sfruttare bene il tempo per non indispettirci e uscire a mani vuote con l'umore nero. Primo: ricognizione rapidissima (senza fermarsi) per studiare globalmente la situazione. Secondo: conciliabolo per individuare il negozio o l'articolo giusto. Terzo: rapidi come falchi catturiamo una commessa e le indichiamo il nostro obiettivo.
Ovviamente questa routine spesso viene spezzata da "eventi inaspettati": io che mi pianto come un mulo davanti ad una vetrina o -peggio!- entro in un negozio; la cosa che cerchiamo non esiste/è fuori produzione/è fuori moda e quindi non la tengono più; la seconda fase, quella del consulto, si protrae più del dovuto a causa dell'indecisione dei due convegnanti... ecc..ecc.. Sabato siamo stati bravissimi. Ci abbiamo messo talmente poco che ho avuto il tempo di entrare anche da Sephora e da Darjeeling, dove il Ricercatore mi ha comprato il pigiamino dei miei sogni! Lo cercavo da mesi! E' color caffè, leggero, con il pantalone lucido e leggermente scollato perchè, come mi ha fatto notare la commessa "Il pollo l'hai già sposato ma potrebbe sempre scappare" :-D (non me l'ha detto proprio così, nè!). Ho già detto che adoro il mio pollo?

Domenica mattina invece ci siamo concessi uno sfizio che di solito ci concediamo solo in vacanza: abbiamo fatto colazione in pasticceria. E che pasticceria! Siamo stati a "La Sicilia in bocca", piuttosto rinomato per le paste della vera tradizione sicula ma non solo. Ovviamente mi sono pappata un cannolo gigante: era superbo, cremoso dentro e croccante fuori. 'Na delizia! Il maritino invece si è preso un dolce paffuto ripieno di ricotta e guarnito con arancia candita: a giudicare dai suoi mugolii doveva essere davvero molto buono.


Che altro dire... la mia voglia di cucina Giapponese aumenta ogni giorno di più; sto cercando se fanno qualche corso in città, finora senza risultato. Intanto anche ieri per pranzo mi sono preparata il riso Koshihikari come insegna Anna. L'ho condito con una salsina ottenuta mescolando salsa di soia, aceto balsamico, olio, succo di limone e zucchero e l'ho cosparso con del sesamo nero: era davvero squisito! Questo però portroppo non soddisfa la mia voglia di tonkatsu, tempura, soba e shabushabu.....
Vabbè... Tra poco il Ricercatore tornerà in Corea e gli ho già preparato una lista di prodotti orientali da comprare lunga così.

Ultima cosa, stamattina sulla mia scrivania ho trovato un biglietto con su scritto "C'è posta per te... nel frigo... ". Curiosa come sono, non ho resistito nemmeno un attimo: mi sono parata davanti al frigorifero con addosso ancora il cappotto. Ho aperto e.... la ricotta di capra!!! Era tanto che volevo assaggiarla e il mio amico del cuor nonchè collega (sottoposto di mio marito ihihiihihih!) Michele ce ne ha comprata un po' vicino a casa sua, in un posto che si chiama Bontà Caprina. Stasera stessa farà una "brutta" fine....

giovedì 26 febbraio 2009

Home sweet home

Oggi pomeriggio siamo tornati sul "luogo del misfatto" per dare un'occhiata ai nostri possedimenti con un po' più di tranquillità.
Siamo particolarmente contenti perchè abbiamo scoperto alcune cosine che ci permetteranno (forse!) di dormire sonni tranquilli:
1) Sembra che risistemare l'impianto elettrico non sia così oneroso come inizialmente pareva. C'è un gran pasticcio di cavi, prese e accrocchietti vari.... ma niente che due ingegneri elettronici non possano dipanare :-D
2) Il frigorifero a incasso, che ci incuteva un certo timore, si può togliere molto facilmente per far posto al nostro amato "vecchio"(è nuovissimo!) frigo
3) Forno e piastre a induzione funzionano alla perfezione. Abbiamo provato a far bollire l'acqua sui fornelli ed in effetti ci si mette meno tempo che col gas
4) Forse abbiamo trovato una soluzione che ci permetta di aspettare qualche anno prima di risistemare il bagnetto di servizio. Attualmente, infatti, questo bagno è a dir poco angusto a causa della presenza di una doccia messa in una posizione assurda, ossia esattamente a cavallo di una finestra. A volerlo sistemare "come si deve" la spesa sarebbe piuttosto consistente, ma forse una soluzione c'è :-)


5) Abbiamo un animaletto da compagnia! Era appollaiato appena sotto la grondaia esterna e non mi ha dato grosse soddisfazioni perchè ha dormito per tutto il tempo della nostra permanenza ma credo che diventeremo amici. (PS = Mamma, non guardare la foto qui sotto :-D!)


6) Sicuramente l'orrido lavello smaltato potrà essere sostituito con qualcosa che sembri meno obsoleta e antiestetica



Ma la soddisfazione più grande la si ha guardando dalle finestre a nord


e a sud


A nord si vedono tutti i principali monumenti del centro storico (Duomo, Castello, Broletto, Loggia, Chiese varie, la Pallata, piazza Vittoria, la Maddalena e i Ronchi) mentre a sud, per chi ama i treni e le architetture moderne, si possono scorgere la Stazione e tutta Brescia2.

domenica 1 febbraio 2009

Ode alla Citroen

Ci ha portato in tanti bei posti.
Ci è stata fedele nelle avversità.
Ha sopportato in silenzio le botte.
Ha resistito agli attacchi dei vandali.
Ora è da qualche parte a servire nuovi padroni :-D